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Un trucco diverso
La sensibilita' che dobbiamo mostrare verso ogni cliente permette di comprendere i bisogni di chi ha
gia' fatto una scelta omosessuale o e' alla ricerca della propria identita' sessuale
di Loredana Molise
e' da tanti anni che gli Istituti di Estetica sono frequentati anche da clienti particolari, come spesso si dice, diversi. Vengono da noi, spesso a fine giornata, per depilarsi, per la pulizia del viso, per massaggi e trattamenti di bellezza. Le prime volte, l’operatrice puo' avere difficolta' a rapportarsi con soggetti la cui identita' maschile o femminile non
e' chiaramente definita, e certamente solo attraverso l’esperienza si riesce a stabilire quel rapporto che ha alla base il necessario rispetto reciproco. Non per trovare giustificazioni, va anche detto, che nella formazione della giovane estetista spesso mancano quelle necessarie informazioni di natura psicologica che le spieghino come l’identita' sessuale, indipendentemente dal sesso alla nascita, sia il risultato di un processo che dura una vita e che si basa su un'infinita' di altri fattori. In molti discorsi con le clienti, spesso ci si accorge che le donne esprimono nei riguardi di altre donne diversi sentimenti, di rifiuto ai limiti della misoginia, ma anche di apprezzamento fisico senza essere omosessuali, ovvero senza un desiderio sessuale e senza la perdita della propria autopercezione come donna. Al contrario, lavorando con una lesbica, il cui corpo
e' pur sempre femminile, si puo' capire come la sua identita' sia spostata sul versante maschile. Ognuna di noi si sara' poi chiesto: ma omosessuali si nasce o si diventa? Una questione che certamente non
e' facile, ma che a seconda della propria convinzione puo' orientare il comportamento verso un atteggiamento piu' pietistico o piu' caratterizzato da perbenismo e biasimo. Si potrebbe liquidare il problema appellandoci a quella dose di sensibilita' che non dovrebbe mai mancare, ma bisogna ammettere che non
e' sempre facile dominare le proprie contrastanti emozioni, a fronte di pur legittime richieste di trattamento, quando vengono da soggetti omosessuali, ovvero persone con un reale rapporto di coppia completo, affettivo e sessuale, con una persona del proprio sesso biologico, ma anche da travestiti, i cosiddetti
viados, o da persone bisessuali spesso gravate dall’ansia della costruzione della propria
identita', di cui il genere sessuale
e' solo una parte. E per i quali, per esempio, imparare a truccarsi e' un importante strumento per sentire di appartenere veramente al proprio ruolo. Specie se la scelta di cambiamento di sesso avviene in eta' adulta, fra i 40 e 50 anni, fenomeno sempre piu' diffuso nella nostra epoca. Se per le donne, infatti, il trucco
e' una pratica abbastanza comune, la scarsa esperienza e il fatto che i prodotti commerciali di make-up sono formulati principalmente tenendo in conto le caratteristiche cutanee femminili, creano alcune difficolta' a chi decide di truccarsi come donna e non conosce l’esistenza di prodotti particolari e modalita' diverse dal classico make-up. Evidentemente, prima che una eventuale depilazione definitiva sia stata completata, il problema piu' difficile
e' quello di nascondere la barba. Nei negozi specializzati per il trucco teatrale si possono trovare appositi
copribarba, sostanze cremose molto coprenti da stendere accuratamente con un dito, che fungono da base e nascondono i follicoli, livellano le porosita' e schiariscono la pelle del viso. Al di sopra, con una spugnetta in lattice, si stende uniformemente su tutto il viso il fondotinta, compresa la fronte, il mento, il collo e le palpebre.In tal modo si rende uniforme il colore e si coprono eventuali imperfezioni. Il tutto si fissa con cipria, compatta coprente, o in polvere trasparente, che contribuisce cosi' a rendere vellutata e opaca la pelle. Si puo' optare per la terra, una formulazione di cipria ancora piu' scura e coprente, che da luogo, specie in estate, a un effetto abbronzante. Ogni eccesso di cipria va poi tolto spolverando con un apposito pennello di martora. Se c’e' bisogno di far risaltare gli zigomi e a dare profondita' al viso, un lievissimo tocco di fard, polvere compatta di colore rosato o fucsia, che pero' va bene sfumato verso gli orecchi. Passiamo agli occhi il cui colore puo' essere facilmente variato con lenti a contatto cosmetiche. Importante
e' indossarle prima di iniziare il trucco per evitare arrossamenti degli occhi e lacrimazioni che lo rovinerebbero. Le prime volte non
e' facile usare la matita per scurire il contorno della palpebra inferiore per rendere piu' intenso e interessante lo sguardo. Spesso si provocano lacrimazioni che rovinano il lavoro e aumentano la frustrazione. Per la profondita' dello sguardo si ricorre all'ombretto, una sostanza cremosa o in polvere che andrebbe stesa accuratamente con l’apposito pennellino, partendo dalla parte interna della palpebra superiore sfumando verso l’alto e l’esterno, e mai su quella inferiore. Il mio consiglio
e' di non usare dei colori troppo accesi. Le ciglia vanno allungate e risaltate con il mascara, nero o blu, sostanza pastosa da applicare con uno speciale pennello sulle ciglia inferiori e superiori. Mai esagerare e attenzione a seguire il naturale profilo delle ciglia se non si vuole ottenere un effetto grottesco. In caso di scarsita' si puo' decidere di ricorrere a ciglia finte da applicarsi con l’apposito collante naturale. Nei cosiddetti
crossdresser, piu' volgarmente, travestiti, il cosmetico piu' difficile da usare resta pero' il rossetto, da cui dipende forma, volume e fascino della bocca. Al principiante va insegnato che deve iniziare disegnando il contorno labbra con la matita color mattone o rosso, anche alterandone il profilo naturale per correggere eventuali carenze, e solo dopo si riempie lo spazio tra le labbra con il rossetto in stick. Non perdersi di fiducia di fronte alle prime sbavature,
e' solo questione di abitudine. Per finire ricorrere al lucidalabbra da mettere in minima quantita' al centro delle labbra, sopra e sotto. Qualcuno potra' ironizzare che ora la maschera
e' completa, dimenticando pero' che ognuna di noi ne indossa una, che costituisce solo l'aspetto piu' superficiale della persona, quello che entra in contatto con gli altri. Piu' importante
e' quello che si porta dentro di se.
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