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Ci sono patologie che si caratterizzano per difetti genetici che determinano alterazioni e
fragilita' del fusto del capello.
Forme piu' o meno rare, ma che i medici dovrebbero saper spiegare a genitori ansiosi e preoccupati
E’ un fatto accertato che “chi ha i capelli ricci li vorrebbe lisci, e al contrario chi li ha lisci li desidererebbe ricci”. Come dire, l’“erba del vicino
e' sempre piu' verde”. Soprattutto fra donne le lamentele sono infinite e spesso si finisce per dimenticare che il “mondo
e' bello perche' e' vario”. Luoghi comuni a parte, il tanto accusato fusto del capello
puo' essere, oltre che variamente ondulato o inevitabilmente vittima della forza di
gravita' e dunque dritto come uno spaghetto, vittima di alcune anomalie. Si tratta di fratture, di ingenti arricciamenti, o di alterazioni della
regolarita' (traumatiche o patologiche) associate o non associate ad aumentata
fragilita' del capello.
Osservando un campione di capelli a secco, con microscopio ottico a luce trasmessa, o in alternativa, per un’analisi
piu' accurata, in immersione con olio ottico, o ancora con microscopio in luce polarizzata per lo studio dell’architettura nel particolare del fusto, si possono individuare varie situazioni che esulano, spesso curiosamente, dalla
normalita'. Si tratta di anomalie facilmente riconoscibili da parte del dermatologo esperto in tricologia, ma che potrebbero balzare agli occhi di un genitore attento, e non dovrebbero sfuggire anche agli altri medici. Una delle
piu' comuni e' il moniletrix, un’alterazione di sviluppo del fusto genetica ereditata con
modalita' autosomica dominante ad alta penetranza ed espressivita' variabile, associata ad aumentata
fragilita'. Puo' colpire anche i peli dei distretti cutanei ed e' caratterizzata dall’alternanza di nodi ellittici (di 0,7 fino a 1 mm di lunghezza) e restringimenti vari. Essi fanno assumere al fusto un aspetto simile a un rosario o a una collana (da qui il nome
moniletrix, dal latino “monile”). Al microscopio si potra' osservare un’assenza di midollo proprio in corrispondenza dei nodi, mentre a livello degli internodi (quei restringimenti affusolati fra nodo e nodo)
sara' facile assistere a fratture, le cosiddette clasie. Alcune volte viene coinvolto dalla malformazione tutto l’apparato pilifero; altre volte
puo' essere interessata solo una piccola percentuale dei capelli, anche meno del 5%, per cui spesso la diagnosi diventa difficoltosa. Molto simile
e' lo pseudomoniletrix, in cui i rigonfiamenti del fusto, gli pseudopodi, risultano di dimensioni irregolari, con le cellule cunicolari conservate, disposti a distanza variabile e con tratti intermedi, gli
pseudointernodi, privi di scanalature. Passiamo a un’altra condizione la cui definizione
puo' creare della confusione. Spesso sentiamo dire da qualcuno che i suoi capelli non si pettinano con
facilita', che anzi sono impettinabili. Attenzione a non cadere nel tranello: in tricologia, quando si parla di capelli impettinabili ci si riferisce alla denominazione latina, pili trianguli et canaliculi o in inglese spun-glass
hair, un’anomalia a insorgenza a volte sporadica e a volte familiare, con trasmissione autosomica dominante a penetranza incompleta. Essa porta a un’alterazione morfologica del fusto del capello, che presenta una sezione di forma triangolare o reniforme e una superficie appiattita che riflette le radiazioni luminose. Tutto questo fa
si' che i capelli, solitamente di colore biondo, bianco-argento o paglierino, abbiano un aspetto leggermente ondulato e risultino sempre gonfi, sollevati dalla testa,
poiche' impossibili da domare, o semplicemente da appiattire, anche con l’aiuto della spazzola.
e' una situazione che si presenta soprattutto nei bambini di 2-3 anni e che tende a migliorare spontaneamente con la crescita, in qualche caso con l’aiuto di una terapia a base di zinco o biotina.
e' possibile ricondurre le cause dell’insorgenza di capelli impettinabili a un’irregolare cheratinizzazione della guaina epiteliale, che in qualche punto diviene precocemente troppo rigida.
Ma non finisce qui. Ci sono poi i rari pili annulati, cioe' capelli con fusti che, pur forniti di una cuticola regolarmente strutturata, si presentano a bande chiare e scure alternate causate dalla presenza di microbolle d’aria che si formano fra le cellule della corticale. L’ipotesi
piu' accreditata e' che la formazione di questa particolare anomalia, non associata ad aumentata
fragilita', avvenga conseguentemente alla diminuzione o all’eccessiva degradazione delle macrofibrille
cheratiniche. Sono documentati casi di pili annulati anche sotto le ascelle. |