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articolo aggiornato il: Monday 31 August 2009

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Vanni Labrini

Si spegne un tenero sorriso

L'Associazione Italiana dei Dermatologi Ambulatoriali piange la perdita di uno dei suoi fondatori ed ex presidente. In tanti abbiamo perso un amico

Ci sono appuntamenti non scritti cui ognuno di noi sa che non puo' mancare. Quest'anno pero', al nostro appuntamento una sedia restera' vuota perche' Vanni Labrini non ci sara'. Se ne e' andato prematuramente e improvvisamente qualche giorno prima di Pasqua, lasciando la sua famiglia, gli amici e i colleghi alle prese con un vuoto che sara' impossibile colmare.

  Avevamo iniziato a incontrarci subito dopo la chiusura del Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali, nel 1997 a Caporizzuto, quando Vanni ne era Presidente e da allora, a ogni edizione, insieme a Paolo Silvestris ci siamo sempre seduti a commentare, senza peli sulla lingua, la riuscita della manifestazione, la partecipazione e la qualita' del programma scientifico. E di volta in volta la discussione ricadeva piu' in generale sulla dermatologia, sui suoi cambiamenti, sulle prospettive politiche e le difficolta' organizzative che negli anni hanno interessato la disciplina e i suoi attori principali. Ricordo ancora con quale passione Vanni parlava, lui che rappresentava l'AIDA nella nascente Federderma, della necessita', ma anche dei suoi dubbi, sull'unificazione delle diverse Societa' Scientifiche Italiane. Il suo occhio sembrava scrutare all'orizzonte gli ostacoli – ma anche quelle che interpretava piu' come possibili trappole – che si frapponevano alla creazione di una federazione che rappresentasse, sui diversi tavoli di trattativa, gli interessi di tutte le categorie dei dermatologi italiani. Era in realta' uno spasso vedere il suo sorriso, mai eccessivo, ma anzi un po' sornione, accompagnare il racconto di fatti e di incontri andati a vuoto per mancanza di serie intenzioni… Cosi' negli anni eravamo diventati amici e piu' volte gli avevo chiesto articoli da pubblicare su questa rivista. Ricordo il primo, sul peeling al TCA, cui erano seguiti altri non meno interessanti. 
Ho poi seguito con grande interesse il percorso che lo aveva portato a fondare il Gruppo Italiano di Dermatologia Legale, un termine coniato proprio da Vanni a Trieste nel 2004 in occasione del Congresso AIDA, ma altrettanta passione infondeva ancora nella dermatologia sportiva, anche come consulente del Parma Calcio, in quella dermocosmetologica e nell'insegnamento universitario. Ma piu' di tutto mi piace dipingerlo come un vero dermatologo ambulatoriale, uno spirito libero e imprenditoriale, sempre pronto a mettersi a disposizione e spendersi a favore dei colleghi piu' giovani e meno esperti. 
Addio, Vanni, la tua sedia quest'anno a Bari restera' vuota, ma nei cuori di chi ti ha conosciuto, con il tuo sorriso resterai vivo per sempre. (G.B.) 

 

 



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