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Dalla cucina alla farmacia
La cucina indiana ha origini antichissime ed e' una sorprendente combinazione
di modi di cucinare di diverse etnie. Il risultato e' un'arte che varia da
regione a regione, a seconda della religione, della ricchezza, del clima e non
ultimo del gusto. Se a nord ad esempio sono famosi i piatti a a base di carne, e'
a sud che si preparano i migliori tipi di curry. Quest’ultimo, che in
Occidente viene considerato una spezia, e' una miscela di spezie pestate nel
mortaio che richiede ore di preparazione e che a seconda della formulazione e
degli elementi scelti, ha colori e soprattutto livelli di piccante diversi. Oggi
pare che questo prezioso condimento sia utile a aumentare la resistenza
cellulare allo stress, e quindi influisca come neuro modulatore capace di agire
sulla longevita. Merito soprattutto di uno degli elementi che compongono la sua
mistura: la curcumina. Questa sostanza, estratta da una pianta erbacea chiamata
curcuma, si e' diffusa soprattutto negli ultimi anni anche nelle nostre cucine e
si usa, in piccole quantita', nella preparazione di salse, zuppe, verdure e
cereali. Utilizzata fin dall’antichita' nella medicina Ayurvedica Indiana e in
quella Cinese come rimedio digestivo e per il trattamento di febbre, infezioni,
dissenteria e disturbi epatici, e' famosa soprattutto per le sue qualita' di
colorante naturale che la fa usare per dare il tipico colorito giallino al
burro. La curcumina inoltre stimola la secrezione biliale e la digestione dei
grassi, facilita l’espulsione di piccoli calcoli biliari e l’attivita'
antispastica nel caso di coliche epatiche. La scoperta che la polvere
giallo-arancio della pianta, esposta a costituenti alcalini diventava di colore
rossiccio-marrone, porto' all’invenzione della preziosissima carta di curcuma,
usata fino all’avvento della cartina tornasole, per i test di alcalinita'. In
cosmetologia, invece e' impiegata come colorante nella preparazione di rossetti,
di fondotinta per il viso e di tinture per capelli. Attenzione pero': l’uso
della curcuma e' controindicato in caso di calcolosi delle vie biliari per il
potenziale effetto anticoagulante e sarebbe bene, dopo averla assunta, evitare l’esposizione
al sole perche' potrebbe provocare leggeri arrossamenti cutanei. Recenti studi
clinici sulla curcuma tendono a dimostrare addirittura la sua azione
anticolesterolo, cardio protettiva, preventiva contro la formazione di emboli e
contrastante nei confronti dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento.
Altra spezia molto diffusa nella cucina indiana, per conferire sapore e
consistenza alle pietanze (e infatti e' indispensabile per un buon curry), e' il
seme di coriandolo, che qui da noi e' usato soprattutto in salumeria, in
distilleria e dall’industria dolciaria come componente di pasticcini, biscotti
e confetti. Il nome della pianta del coriandolo deriva dal greco Koris che
significa cimice, per il suo odore sgradevole paragonabile appunto a quello dell’insetto.
La fitologia gli riconosce pero' alcune proprieta' fondamentali quali: aperitiva,
antispasmodica, antisettica. In particolare sembra che il coriandolo allievi i
disturbi dello stomaco. L’utilizzo della pianta come antisettico, e fungicida
era noto gia' fra agli antichi che la usavano come conservante delle carni. In
estetica il seme e' utilizzato per la sua funzione (in forma di tisana) di
sgonfiante naturale della pancia, e sottoforma di olio essenziale, come
componente di creme antirughe, distensive e rilassanti. Originario dell’India e'
anche lo zenzero che qui viene utilizzato in cottura, per piatti di verdure,
zuppe, salse, con i cereali, nel pane, nelle conserve, nei dolci e nelle
bevande. Da noi la spezia e' abbastanza famosa, tuttavia forse molti ignorano
che essa ha anche importanti proprieta' medicinali. Ottima per stimolare l’appetito,
la digestione e controllare e distruggere il muco in eccedenza, sotto forma di
infuso con l’aggiunta di peperoncino e limone e' un ottimo rimedio per il
raffreddore. Inoltre lo zenzero e' un ottimo antidoto contro le intossicazioni
da crostacei. Nella medicina indiana lo zenzero e' considerato una spezia calda,
che stimola la circolazione, rilassa i vasi sanguigni periferici, impedisce il
vomito, ha effetto spasmolitico, favorisce la digestione, e' antiflatulente e
antisettico oltre che utile a rafforzare le energie maschili, del fuoco e delle
vitalita'. Nella regione del Kashmir viene invece prodotto lo zafferano.
Ricavato dal fiore di croco, questa celeberrima droga e' originaria proprio di
questa terra da cui fu esportata in Europa dagli arabi, a cui tra l’altro va
fatto risalire il suo nome: ''za’ fera'n'' che indica il colore giallo.
Eccezionale per insaporire anche il piu' semplice degli alimenti, in dose
eccessiva puo' essere letale. Come principio famaceutico lo zafferano e' entrato
a far parte di alcune formulazioni, quali il Laudano e le Pillole di Cinoglossa,
molto usate per indurre il sonno. Gli stimmi dello zafferano presentano un’azione
stimolante la muscolatura uterina, e allo stesso tempo l’olio essenziale
agisce come sedativo riducendo gli spasmi e le algie lombari. Le proprieta'
sedative hanno trovato grande utilizzo in passato nei disturbi della dentizione
del bambino. Alla fine di un buon pasto e' consuetudine in India offrire the' o
caffe' accompagnati da semi di cardamono o di anice avvolti in una foglia verde
- pan - per aiutare la digestione. L’anice in particolare (che esiste in tre
varieta': verde, stellato e pepato) viene utilizzato anche come uno degli
ingredienti dei medicinali contro la tosse. I semi vengono impiegati per
aromatizzare torte, pane, dolci, pasticcini e liquori. Favorisce la secrezione
lattea (forse per la presenza di sostanze simili all’estrogeno) e allo stesso
tempo svolge un effetto calmante sulle coliche dei lattanti. La sua azione
estrogena e' molto blanda ma sufficiente ad alleviare alcuni disturbi della
menopausa. Nella farmacopea tradizionale, l’anice ha azione antispasmodica,
balsamica e secretolitica e il suo impiego terapeutico e' valido per dispepsia,
spasmi gastrointestinali, meteorismo, catarro nelle vie respiratorie. Utile come
dissetante, impedisce il gonfiore di stomaco. Fa produrre piu' latte alle donne,
placa l’acidita' di stomaco e stimola il desiderio. Concludiamo con un altro
elemento insostiuibile in moltisimi piatti tipici della cucina indiana: l’alloro.
Usato per impreziosire molte portate, nella tradizione indiana sotto forma di
olio essenziale ha azione antibatterica, anti fungina, non di grossa potenza,
pero', in caso di piccoli incidenti domestici e in mancanza di meglio, puo'
essere sufficiente applicare foglie di alloro fresco sulla parte contusa.
Frizionando l’olio sulle articolazioni si realizza inoltre un effetto
antireumatico.
TANTE DIFFICOLTA’, MA CHE VIAGGIO...
E' impossibile raccontare
appieno l’esperienza di un viaggio in India.Terra geograficamente dalle mille
facce. Si passa dalle sterminate pianure del centro, alla catena montuosa piu'
imponente del mondo, quella dell’Himalaya, abitata dalle piu' svariate etnie,
cui fanno riscontro altrettante religioni. Da sempre l’India ha rappresentato
la meta preferenziale per quanti vogliano concedersi un viaggio che guardi all’accrescimento
culturale e personale inteso nel suo senso piu' alto. Partendo dal presupposto
che la scelta del periodo in cui recarvisi riveste un ruolo fondamentale
(esistono solo 3 stagioni: calda, umida e fresca), e' necessario avere fin da
subito le idee chiare su quali siano i luoghi in cui recarsi. La vasta
superficie territoriale (oltre 3 milioni di km2), infatti, rende necessario
affidarsi a rotte preferenziali, pena il rischio di girare su stessi perdendo
alcune dei monumenti piu' famosi del mondo. Per non parlare delle splendide
attrattive naturali che il paese offre. I misteri della giungla nera, come li
descriveva Kipling esistono ancora oggi e sono alla portata di quanti desiderino
avventurarsi in un safari o in escursioni fuori citta'. A ben ragione si dice
che tornando dall’India si e' carichi di esperienze, dalle piu' prevedibili a
quelle piu' inconsuete e inattese (come incontrare un elefante nel centro di
Delhi con a bordo il suo proprietario che torna a casa). E non c’e' bisogno di
ricorrere al titolo, viaggio d’avventura per invogliare alla partenza. Qui l’avventura
e' la vita quotidiana, fra un traffico così disordinato, caotico e pericoloso
che e' impossibile immaginare di guidare una macchina da soli, all’assuefazione
all’ambiente, alla carenza di igiene e all’aleatorieta' dei mezzi di
trasporto. Eppure l’India e' unica e irraggiungibile in termini di fascino e
di spiritualita'. A tutto questo va aggiunto una delle cucine piu' particolari
del mondo, in cui spiccano pietanze speziate e molto piccanti. Un mondo di
sapori che vale il viaggio.
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