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articolo aggiornato il: Tuesday 08 September 2009

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Alcune riflessioni off limits su argomenti di attualita' in campo sanitario

del dott. Alberto Volponi esperto di programmazione sanitaria

 

Nel film “C’eravamo tanto amati”, un film bello, delicato, a tratti poetico, e anche divertente, i protagonisti, Stefania Sandrelli, Manfredi, Gassman, Satta Flores, si ritrovavano giovani, pieni di entusiasmo, carichi di idealita', ma anche squattrinati, nonche' affamati, nella Roma del primo dopo-guerra, alla trattoria “Dal re della mezza porzione”. I tentativi di commuovere il cameriere per una mezza porzione abbondante cadevano, puntualmente, nel vuoto e la mezza porzione era rigidamente standardizzata e calcolata: rigatoni al rigo del piatto, un solo involtino e cosi' via...
Sembra ora che, nel rispetto delle linee guida che una Commissione di esperti (non c’e' Vissani!) insediata al Ministero della Salute, sta elaborando, per combattere l’obesita' degli italiani, ridefinendo il “quantum” di ogni porzione, riaprira' “il re della mezza porzione” e gli altri ristoranti, rispettosi come non mai delle indicazioni del Ministero, si adegueranno subito, con un ritocco dei pressi, magari all’insu'. Abituiamoci a chiamarla: la mezza porzione terapeutica! Anche la lattina di coca-cola, di birra, di aranciata sono nel mirino: la quantita' dovra' essere dimezzata. Forse anche lo champagne e la...”gazzosa,, dove andremo a finire?.
Li vogliamo cambiare questi test di ammissione a Medicina?
L’on. Parodi, gia' storico Presidente della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici e oggi Presidente del loro ente provvidenziale, l’ENPAM, ha chiesto, con un’interrogazione parlamentare, al Ministro Moratti di cambiare gli ormai anacronistici e sempre piu' chiacchierati test di ammissione alla facolta' di Medicina e ai corsi di laurea per le altre professioni sanitarie.
L’On. Parodi, a cui certo non difetta l’esperienza e il buon senso, argomenta: i test attualmente vertono su domande di cultura generale, che potrebbe essere valutata attraverso il curriculum scolastico dell’esaminando, e su domande, spesso difficili e complesse, di materie come fisica, chimica, biologia che saranno oggetto di apposito insegnamento nei primi anni dei rispettivi corsi di laurea. e' forse il caso, insiste l’On. Parodi, di sostituirli con test psico-attitudinali che verifichino meglio la predisposizione e la vera vocazione verso professioni cosi' impegnative come quelle sanitarie. Il ricorso a criteri motivazionali per regolare l’accesso universitario eviterebbe, inoltre, il ripetersi di “fughe di notizie”che anticipano i quesiti stessi, con varie forme di mercanteggiamento fino a quelle, di una immoralita' assoluta, come la vicenda esplosa all’Universita' di Bari dove sono state richieste prestazioni sessuali!
Siamo d’accordo con il Presidente Parodi: il test psico-attitudinali integrato con un colloquio, successivo a una preselezione, servirebbe anche a stroncare sul nascere la nuova trovata, quella del gruppo di famiglia che partecipa ai quiz per aiutare il giovane rampollo/a a superare l’esame d’ammissione. Perche' nell’Italia degli “aiutini” succede anche questo!
Il fumo fa male, ma anche lo Stato...
Il fumo fa male: non c’e' discussione. Quello che e' difficile da capire e da spiegare, e' l’evidente contraddizione di uno Stato che spende per campagne contro il fumo, una parte, minima, a dire il vero, dei ricavi notevoli derivati dalla vendita delle sigarette. Ne' ci piace il khomeinismo di maniera della caccia al fumatore, novello untore del XXI° secolo, per gli effetti del fumo passivo, effetti da provare scientificamente, o almeno valutare nela loro variabilita' in relazione al contesto ambientale in cui si sviluppa. Ci piacerebbe che lo Stato fosse piu' coerente in questa sua battaglia, e adottasse una strategia piu' convincente e di maggiore efficacia basata sulla educazione, sulla persuasione e non solo sul terrorismo psicologico. Non ci si puo' limitare a costringere le case produttrici a listare a lutto i pacchetti di sigarette. In questa logica si rischia che le sigarette non saranno piu' vendute nei tabaccai, dove c’e' sempre una cassiera sorridente e gentile, magari iperdotata come la tabaccaia dell’”Amarcord”che faceva sognare il piccolo Fellini, ma saranno distribuite per rendere piu' chiaro e esplicito il messaggio funereo, in esclusiva, dai servizi delle pompe funebri.
Il cane miglior amico dell’uomo?
La millenaria immagine del cane, fedele amico dell’uomo, sembra appannarsi con le notizie giornaliere di violente aggressioni di cani che non risparmiano nessuno. Di fronte a questa nuova emergenza, e in attesa di una legge che, visti i tempi del Parlamento Italiano, non si sa quando vedra' la luce, il Ministero della Salute ha emanato un’ordinanza sull’uso di guinzaglio e museruola ai cani potenzialmente pericolosi, individuati in un elenco, prima di 100 e ora di 4 razze. L’ordinanza, tuttavia, e' stata giudicata non applicabile dalle Procure della Repubblica e dovra', quindi, essere oggetto di una profonda rivisitazione. Ci vorra', poi, un esercito, che non abbiamo, di esperti per individuare sempre e con certezza se il cane e' di una razza pericolosa o no. Esistendo gia' leggi e ordinanze comunali che impongono l’uso di museruole e guinzagli, era necessaria una nuova legge?
Il problema non e' legiferare, non e' quello di continuare a produrre leggi in quantita' industriale, ma di applicare quelle che gia' esistono. Ormai non si riesce a far rispettare nemmeno le ordinanze sulle deiezioni dei cani, per cui uscendo di casa, al mattino, rischi di cominciare subito bene la giornata pestando una cacca. E mentre consumi la suola delle scarpe contro il marciapiede e pensi di dover salire su un affollato autobus dove, nonostante la legge fisica sulla incompressibilita' dei corpi, ti si fara' il vuoto intorno, c’e' sempre qualche premuroso vicino di casa che pensa di consolarti ricordandoti che porta fortuna! Ma va...
In compenso fra mezza porzione, lotta al fumo e ai cani pericolosi, dei mali della sanita' e delle spese fuori controllo, delle bibliche liste di attesa, delle carenze e disfunzioni degli ospedali, dell’imperversare degli onnipotenti Direttori generali, non se ne parla piu'. Tutto va bene madama la marchesa!



 

 

 


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