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Nel film “C’eravamo tanto amati”, un film bello, delicato, a tratti
poetico, e anche divertente, i protagonisti, Stefania Sandrelli, Manfredi,
Gassman, Satta Flores, si ritrovavano giovani, pieni di entusiasmo, carichi di
idealita', ma anche squattrinati, nonche' affamati, nella Roma del primo
dopo-guerra, alla trattoria “Dal re della mezza porzione”. I tentativi di
commuovere il cameriere per una mezza porzione abbondante cadevano,
puntualmente, nel vuoto e la mezza porzione era rigidamente standardizzata e
calcolata: rigatoni al rigo del piatto, un solo involtino e cosi' via...
Sembra ora che, nel rispetto delle linee guida che una Commissione di esperti
(non c’e' Vissani!) insediata al Ministero della Salute, sta elaborando, per
combattere l’obesita' degli italiani, ridefinendo il “quantum” di ogni
porzione, riaprira' “il re della mezza porzione” e gli altri ristoranti,
rispettosi come non mai delle indicazioni del Ministero, si adegueranno subito,
con un ritocco dei pressi, magari all’insu'. Abituiamoci a chiamarla: la mezza
porzione terapeutica! Anche la lattina di coca-cola, di birra, di aranciata sono
nel mirino: la quantita' dovra' essere dimezzata. Forse anche lo champagne e la...”gazzosa,,
dove andremo a finire?.
Li vogliamo cambiare questi test di ammissione a Medicina?
L’on. Parodi, gia' storico Presidente della Federazione Nazionale
dell’Ordine dei Medici e oggi Presidente del loro ente provvidenziale, l’ENPAM,
ha chiesto, con un’interrogazione parlamentare, al Ministro Moratti di
cambiare gli ormai anacronistici e sempre piu' chiacchierati test di ammissione
alla facolta' di Medicina e ai corsi di laurea per le altre professioni
sanitarie.
L’On. Parodi, a cui certo non difetta l’esperienza e il buon senso,
argomenta: i test attualmente vertono su domande di cultura generale, che
potrebbe essere valutata attraverso il curriculum scolastico dell’esaminando,
e su domande, spesso difficili e complesse, di materie come fisica, chimica,
biologia che saranno oggetto di apposito insegnamento nei primi anni dei
rispettivi corsi di laurea. e' forse il caso, insiste l’On. Parodi, di
sostituirli con test psico-attitudinali che verifichino meglio la
predisposizione e la vera vocazione verso professioni cosi' impegnative come
quelle sanitarie. Il ricorso a criteri motivazionali per regolare l’accesso
universitario eviterebbe, inoltre, il ripetersi di “fughe di notizie”che
anticipano i quesiti stessi, con varie forme di mercanteggiamento fino a quelle,
di una immoralita' assoluta, come la vicenda esplosa all’Universita' di Bari
dove sono state richieste prestazioni sessuali!
Siamo d’accordo con il Presidente Parodi: il test psico-attitudinali integrato
con un colloquio, successivo a una preselezione, servirebbe anche a stroncare
sul nascere la nuova trovata, quella del gruppo di famiglia che partecipa ai
quiz per aiutare il giovane rampollo/a a superare l’esame d’ammissione.
Perche' nell’Italia degli “aiutini” succede anche questo!
Il fumo fa male, ma anche lo Stato...
Il fumo fa male: non c’e' discussione. Quello che e' difficile da capire e
da spiegare, e' l’evidente contraddizione di uno Stato che spende per
campagne contro il fumo, una parte, minima, a dire il vero, dei ricavi
notevoli derivati dalla vendita delle sigarette. Ne' ci piace il khomeinismo
di maniera della caccia al fumatore, novello untore del XXI° secolo, per
gli effetti del fumo passivo, effetti da provare scientificamente, o almeno
valutare nela loro variabilita' in relazione al contesto ambientale in cui
si sviluppa. Ci piacerebbe che lo Stato fosse piu' coerente in questa sua
battaglia, e adottasse una strategia piu' convincente e di maggiore
efficacia basata sulla educazione, sulla persuasione e non solo sul
terrorismo psicologico. Non ci si puo' limitare a costringere le case
produttrici a listare a lutto i pacchetti di sigarette. In questa logica si
rischia che le sigarette non saranno piu' vendute nei tabaccai, dove c’e'
sempre una cassiera sorridente e gentile, magari iperdotata come la
tabaccaia dell’”Amarcord”che faceva sognare il piccolo Fellini, ma
saranno distribuite per rendere piu' chiaro e esplicito il messaggio
funereo, in esclusiva, dai servizi delle pompe funebri.
Il cane miglior amico dell’uomo?
La millenaria immagine del cane, fedele amico dell’uomo, sembra appannarsi
con le notizie giornaliere di violente aggressioni di cani che non
risparmiano nessuno. Di fronte a questa nuova emergenza, e in attesa di una
legge che, visti i tempi del Parlamento Italiano, non si sa quando vedra' la
luce, il Ministero della Salute ha emanato un’ordinanza sull’uso di
guinzaglio e museruola ai cani potenzialmente pericolosi, individuati in un
elenco, prima di 100 e ora di 4 razze. L’ordinanza, tuttavia, e' stata
giudicata non applicabile dalle Procure della Repubblica e dovra', quindi,
essere oggetto di una profonda rivisitazione. Ci vorra', poi, un esercito,
che non abbiamo, di esperti per individuare sempre e con certezza se il cane
e' di una razza pericolosa o no. Esistendo gia' leggi e ordinanze comunali
che impongono l’uso di museruole e guinzagli, era necessaria una nuova
legge?
Il problema non e' legiferare, non e' quello di continuare a produrre leggi
in quantita' industriale, ma di applicare quelle che gia' esistono. Ormai
non si riesce a far rispettare nemmeno le ordinanze sulle deiezioni dei
cani, per cui uscendo di casa, al mattino, rischi di cominciare subito bene
la giornata pestando una cacca. E mentre consumi la suola delle scarpe
contro il marciapiede e pensi di dover salire su un affollato autobus dove,
nonostante la legge fisica sulla incompressibilita' dei corpi, ti si fara'
il vuoto intorno, c’e' sempre qualche premuroso vicino di casa che pensa
di consolarti ricordandoti che porta fortuna! Ma va...
In compenso fra mezza porzione, lotta al fumo e ai cani pericolosi, dei mali
della sanita' e delle spese fuori controllo, delle bibliche liste di attesa,
delle carenze e disfunzioni degli ospedali, dell’imperversare degli
onnipotenti Direttori generali, non se ne parla piu'. Tutto va bene madama
la marchesa!
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