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articolo aggiornato il: Friday 07 August 2009

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Sole e bambini

Nei primi 18 anni di vita si verifica la maggior parte dell'esposizione ai raggi solari. E una scottatura grave raddoppia i rischi di una neoplasia cutanea in età matura. Le ricerche dimostrano che una serie di accortezze e l'uso regolare di un protettore solare in questa età riducono fino al 78% il numero di alcuni particolari tumori della pelle

 

Sembrano finiti i tempi in cui si lasciavano i bambini per ore sulla spiaggia per raggiungere una rapida tintarella. Non c'e' giornale che, all'inizio dell'estate, non bombardi i propri lettori con le giuste informazioni sul sole, soffermandosi sugli effetti cumulativi che le radiazioni solari hanno sulla cute umana, a partire da quella dei piu' piccoli. Facilmente irritabile, guarisce rapidamente, ma e' anche meno capace di autoproteggersi da qualsiasi aggressione esterna, inclusa quella prodotta dai raggi solari. Sono necessari diversi anni di vita prima che la difesa naturale creata dalla melanina possa infatti giungere a compimento e nel frattempo, i bambini sono i soggetti piu' esposti al sole e ai suoi effetti, in particolare alle scottature. Basta ricordare che l'estensione della pelle rappresenta una percentuale piu' alta nel corpo di un bambino di quanto lo sia in un adulto, per questo motivo qualsiasi cosa succeda alla sua cute avra' un impatto maggiore sul resto dell'organismo a cominciare dal dolore che una scottatura comporta, alla disidratazione, la febbre, e nei casi piu' gravi lo shock, la perdita di coscienza e il delirio che possono accompagnare una grave ustione o un colpo di calore. Non e' strano quindi che in molti testi di pediatria e di pronto soccorso, la scottatura solare nei bambini di meno di un anno di eta' venga considerata come una emergenza che richiede immediatamente l'intervento di un medico. In quelli piu' grandi, i sintomi che fanno scattare l'allarme sono un dolore forte, la presenza di vescicole, la letargia e una febbre superiore ai 38°. I primi rimedi a cui bisogna far ricorso, e che ogni genitore dovrebbe ricordare, sono legati a una reidratazione del bambino (acqua e succhi di frutta non gelati) , una areazione della parte scottata che puo' essere costantemente rinfrescata con dell'acqua pulita e non con alcool, una particolare attenzione a non usare creme a base di antistaminici, cortisonici o benzocaina a meno che le condizioni locali e l'esperienza del medico non indichino altrimenti, il ricorso a un antifebbrile nel caso la febbre sia superiore ai 38°. Sembrano cose legate al senso comune, ma una recente indagine condotta negli Stati Uniti dall'American Academy of Dermatology ha dimostrato che il 30% dei genitori di bambini al di sotto dei 13 anni riconosceva che uno o piu' dei propri figli aveva sofferto di una scottatura solare durante l'estate precedente e che aveva avuto difficolta' a gestire la situazione
Di questo gruppo di genitori, il 58% ricordava di "aver sentito qualcosa" a riguardo la protezione solare , mentre quasi due terzi ammettevano che essi stessi si esponevano regolarmente al sole per raggiungere una bella abbronzatura. A seguito dell'incidente occorso ai propri figli, la maggior parte dei soggetti intervistati nello studio anticipava un cambiamento nel proprio comportamento nei riguardi della fotoprotezione, assicurando che per il futuro i propri figli sarebbero stati meglio protetti. Ma se da anni si sa che le radiazioni solari inducono sulla pelle dei danni che si sommano con il tempo fino a provocare un invecchiamento precoce della cute e, secondo alcuni, fino al 90% di tutti i tumori della pelle, perche' i genitori, per tanti altri versi apprensivi e finanche oppressivi, quando si tratta di sole e abbronzatura non curano sempre con sufficiente attenzione la salute delle persone a loro piu' care e maggiormente bisognose di protezione?Questione di cultura e di educazione, si risponde da piu' parti, e forse e' proprio vero: viviamo in un paese in cui il sole e' visto come amico, come fonte di benessere e di vita. Difficile immaginarlo come una possibile causa di malattia e di morte. Eppure basterebbe che ai bambini si fornissero, fin dall'infanzia, una serie di lezioni e esempi facili da seguire. I piccoli sono i migliori allievi , e le cose apprese nell'infanzia rimangono impresse in profondita'. Nessun genitore rimarrebbe impassibile vedendo il proprio figlio giocare con dei fiammiferi, ma sono pochi quelli che vedono nel sole lo stesso pericolo. Cosi' come si insegna a lavarsi i denti e le mani, basterebbe abituarli a un rapporto intelligente con il sole, a non restare scoperti sotto i raggi durante le ore di massima intensita', e soprattutto a far uso regolare dei protettori solari, l'unico strumento per limitarne l'effetto irritante

Soffice & speciale

Ci sono condizioni in cui la cute dei bambini e' gia' di per se' ancor piu' sensibile, secca, pruriginosa e il rapporto con il sole puo' essere fonte di ulteriori fastidi. E' il caso dei soggetti affetti da dermatite atopica, che hanno un costante bisogno di usare creme idratanti e di evitare tessuti irritanti, difficili da tollerare, che non lasciano traspirare. Inoltre, se l'eccesso di cloro presente nell'acqua di una piscina ridurce la carica batterica, puo' facilmente determinare un aumento della secchezza della pelle, per cui appena uscito dall'acqua il bambino atopico deve immediatamente fare una doccia con acqua corrente e applicare un trattamento topico, evitando accuratamente di asciugarsi esponendosi al sole. Nei suoi riguardi va enfatizzato che qualsiasi tipo di fotoprotettore si usi, deve assicurare una difesa completa dai raggi UVB, UVA corti e lunghi e Infra-rossi (IR). Uno studio recentemente pubblicato sul British Journal of Dermatology dimostra che dovendo scegliere fra due prodotti con lo stesso indice di protezione, uno composto da filtri organici e l'altro fisici, a causa della pastosita' e consistenza, le famiglie tendono a usare un terzo di prodotto in meno se e' un filtro fisico, con una conseguente protezione quasi dimezzata. Meglio allora formulazioni con entrambe le componenti. Ma, secondo il Prof. Rex Amonette, ex presidente dell'American Academy of Dermatology, anche per i bambini non affetti da dermopatie spesso non si tiene conto che le scottature solari aumentano in maniera considerevole il rischio, da adulti, di un cancro cutaneo e di un invecchiamento precoce della cute. Sta ai loro genitori limitare la foto-esposizione nelle ore in cui i raggi sono piu' forti, mentre per quelli fino ai sei mesi la difesa dai raggi UV deve essere quasi totale e anche contro la luce riflessa che li colpisce al parco o al riparo dell'ombrellone. Oltre i sei mesi, gli esperti consigliano sempre il ricorso a un protettore solare, con un SPF almeno di 15, meglio ancora 30, che va applicato circa mezzora prima di esporsi al sole e ben resistente all'acqua in caso di bagni ripetuti e protratti. Mai dimenticare il naso, le orecchie e il dorso delle mani e dei piedi. Anthelios (La Roche-Posay), in vendita in farmacia, e' una linea di fotoprotettori che garantisce una copertura globale dello spettro solare (anti UVA, UVB e IR) grazie a un particolare sistema chiamato Mexoryl SX, una molecola enorme, circa tre volte piu' grande di quelle usate abitualmente nei prodotti solari. Per efficacia e tollerabilita' essa fa parte dei 7 filtri solari ammessi nella lista CEE: sdoppiandosi, assorbe le lunghezze d'onda comprese fra 290 e 345 nanometri, una zona di confine fra UVA e UVB.Estremamente fotostabile, per effetto del calore questa molecola si gira ma riprende facilmente la sua posizione conservando intatte le capacita' filtranti. Su 10 milioni di pezzi finora venduti ha dato luogo a solo 28 casi di intolleranza accertata e e' in grado di minimizzare il rischio di allergia e di rispondere alle piu' varie esigenze dermatologiche. A base di filtri organici e schermi fisici (ossido di titanio micronizzato), la linea e' disponibile in una formulazione per i bambini e una per gli adulti, dotate di una elevata protezione contro i raggi UVB e i raggi UVA, specialmente quelli corti. I prodotti sono resistenti all'acqua, fino a 4 bagni consecutivi, fotostabili e facili da applicare. In piu', la presenza di acqua termale garantisce proprieta' lenitive, e grazie alla presenza di selenio, un'attivita' anti radicali liberi ottima per i bambini atopici. Un'ultima raccomandazione sull'abbigliamento estivo dei bambini: meglio il cotone delle fibre sintetiche, sia per i cappelli che le magliette, ma, contrariamente alla credenza popolare, ricordarsi che una T-Shirt chiara, specie se bagnata, trasmette al bambino la stessa quantita' di raggi che lo colpirebbero a torso nudo. Meglio i colori scuri e se possibile camiciole lunghe a coprire le gambe e le braccia dei piu' piccoli.

LE RACCOMANDAZIONI DEL DERMATOLOGO

  • Vi sono dei farmaci fotosensibilizzanti, parlatene al vostro medico 
  • Applicate con cura la vostra crema solare e rinnovate regolarmente l'applicazione sopratutto dopo il bagno
  • Dopo i 3 anni i bambini devono essere protetti con una protezione solare molto elevata. Ma anche: cappello, occhiali, maglietta.
  • Attenzione al riflesso della neve e della sabbia. Le nuvole non arrestano i raggi UV. l'eritema solare e' possibile
  • In caso di bruciature, eritemi solari ripetuti o di nevi sospetti consultare il vostro dermatologo
  • Evitate di esporvi tra le 12 e 16
  • Al di sotto dei 3 anni evitare di esporre i bambini al sole.
  • In gravidanza evitate il sole. Puo' provocare delle macchie sulla pelle Quindi non esponetevi senza una alta protezione





 
 

 


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