 |
Effetti antiaging della genisteina attiva
In medicina estetica cresce il ricorso ai fitoestrogeni derivati dalla soia per incrementare lo spessore cutaneo e mantenere un adeguato turnover
del Dott. Alessandro Thione - Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica - Vigevano
|
La pelle e' target di numerosi ormoni e la loro conoscenza sta assumendo una sempre maggiore importanza
nell'ambito della dermatologia e della medicina estetica. Specie per cercare di contrastare
l'invecchiamento cutaneo. e' indubbio, infatti, che gli ormoni rivestano una particolare importanza
nell'omeostasi della cute e tra questi, nella donna, di primaria importanza risultano gli estrogeni. Diversi studi hanno chiarito che la cute
e' un tessuto estrogeno responsivo mediante specifici recettori (ERα e ERβ) ed
e' ormai ampiamente dimostrato che l'ipoestrogenismo che caratterizza la menopausa, esacerba e accelera il fenomeno
dell'invecchiamento cutaneo sia intrinseco (aging) che estrinseco (photoaging) (1). I recettori per gli estrogeni sono ampiamente distribuiti nella cute e in condizioni di
ipoestrogenismo si verificano una serie di alterazioni: una modificazione del contenuto in collagene, alterazioni nella concentrazione di glucosoaminoglicani e una marcata riduzione del contenuto di acqua, con un progressivo assottigliamento. Le alterazioni a livello della cute risultano particolarmente rapide nei primi 15 anni
dall'entrata in menopausa. La cute clinicamente risulta meno elastica, si riduce il turgore e cominciano a comparire inizialmente fini rugosita' poi vere e proprie rughe e depressioni cutanee (2). Nella letteratura si legge che la terapia ormonale sostitutiva
(HRT) puo' rallentare le modificazioni cutanee legate all'ipoestrogenismo e in particolare mediante uno studio ecografico (1) e' stato dimostrato che la HRT incrementa lo spessore della cute dal 7 al 15%, inoltre ne migliora
l'idratazione. Gli effetti positivi della HRT sull'invecchiamento cutaneo sono ben documentati ma la HRT non puo' certamente essere raccomandata esclusivamente per trattare
l'invecchiamento cutaneo in donne in postmenopausa, anche a causa delle numerose controindicazioni
all'utilizzo di tale terapia. Pertanto un ampio numero di donne in menopausa si trova improvvisamente privo di un supporto ormonale che determina una rapida progressione
dell'invecchiamento cutaneo. I medici dermatologi e di medicina estetica sono ormai fortemente sensibilizzati
all'importanza di fornire alle loro pazienti un supporto sistemico che aiuti a contrastare
l'ipoestrogenismo della postmenopausa che porta all'invecchiamento piu' rapido della pelle sia del viso che di tutto il corpo. E particolarmente interessante in questo ambito appare
l'effetto che si ottiene con l'utilizzo di un fitoestogeno, la genisteina in una particolare formulazione che
e' stata a lungo studiata (genisteina, Vit D3 e Calcio). In base alla mia esperienza personale, la genisteina che utilizzo
(Genivis)
e' la forma gia' attiva dell'isoflavone e non necessita di alcuna attivazione a livello
dell'intestino, per cui il dosaggio assunto permette il raggiungimento della dose efficace per il trattamento. Si tratta di un isoflavone naturale estratto dalla soia, con struttura simil estrogenica e
un'affinita' di legame 20 volte maggiore con i recettori estrogenici di tipo ERβ rispetto agli ERα. Per la differente affinita' recettoriale la genisteina agisce come modulatore naturale selettivo dei recettori per gli estrogeni
(natural SERM, selective estrogen receptor modulator) esplicando un'attivita' agonista sui ERβ e antagonista su Erα. Questo effetto estrogenico differenziato permette alla genisteina di agire in modo particolarmente attivo a livello di cute, tessuto osseo, e sistema cardiovascolare con bassa attivita' su mammella e utero dando cosė al prodotto un elevato profilo di sicurezza. Numerosi gli studi in letteratura internazionale, condotti sul Genivis in doppio cieco, randomizzato verso placebo, hanno dimostrato che il prodotto possiede effetti positivi, simil estrogenici sui disturbi correlati alla menopausa in assenza di effetti collaterali a livello della mammella e
dell'endometrio. In particolare riduce significativamente gli hot flush (389 donne trattate) per intensita' e frequenza (3), incrementa la massa ossea (5), aiuta nella prevenzione di fattori di rischio del sistema cardiovascolare(4). Il prodotto
e' risultato interessante anche per gli effetti a livello della cute. Infatti la genisteina ha proprieta'
scavenger, risulta un potente antiossidante, riduce la perossidazione lipidica e riduce i danni al DNA dopo esposizione ai raggi ultravioletti di tipo B (7). In particolare uno studio ha rivelato una importante riduzione
dell'eritema post irradiazione UVB in presenza di genisteina (6). Una recente ricerca in corso di pubblicazione ha valutato
l'effetto di Genivis sullo spessore della cute e in particolare del derma superficiale (8). I dati ottenuti hanno evidenziato che in carenza estrogenica si riduce lo spessore della cute e che questo spessore puo' essere recuperato in modo significativo oltre che dal trattamento con estrogeni e raloxifene anche dal trattamento naturale con genisteina (fig. 1). Lo studio ha inoltre valutato
l'azione della genisteina a livello di alcune metallo proteasi (MMP) presenti nel derma e in particolare la MMP-2 e la MMP-9. Si tratta di
collagenasi, ovvero gli enzimi coinvolti nel rimodellamento della matrice extracellulare e in particolare del collagene.
L'attivita' di questi enzimi viene mantenuta nei trattati con genisteina (anche con estradiolo e
raloxifene) mentre risulta drasticamente ridotta in condizioni di ipoestrogenismo non trattato (8). Pertanto la genisteina ha dimostrato di incrementare lo spessore della cute e di mantenere un adeguato turnover del tessuto connettivo in assenza di effetti collaterali.
e' attualmente in corso una valutazione clinica su donne in post menopausa i cui dati verranno al piu' presto pubblicati. Con la genisteina la classe medica che si occupa di invecchiamento cutaneo risulta avere un ottimo strumento per contrastare efficacemente
l'invecchiamento cutaneo nelle donne in post menopausa. Tale terapia naturale con Genivis puo' essere inserita in protocolli di trattamento che sta al medico di medicina estetica di personalizzare in base alle condizioni della cute e agli estetismi da trattare.
L'importante e' somministrare un dosaggio del prodotto identificato in studi di farmacocinetica come Genivis cp 27 mg in due somministrazioni giornaliere (27+27) per avere adeguati valori ematici
nell'arco delle 24 ore.
Soia: una papilionacea d'origine orientale
La soia e' una pianta erbacea la cui origine va ricercata nel continente asiatico dove viene coltivata fin
dall'antichita'. Introdotta in Europa nel XVIII secolo, per un lungo periodo e' stata quasi del tutto ignorata dalla nostra tradizione alimentare. Eppure appartiene alla famiglia delle
Papilionacee, una sottofamiglia delle Leguminose, e mostra il piu' alto potenziale nutritivo del regno vegetale, in particolare di proteine (35%) e glucidi (30%). Per questo motivo in Oriente
e' considerata un alimento di grande valore energetico alla base della dieta quotidiana.
L'interesse per questi semi e' invece molto cresciuto con la scoperta dei potenziali effetti terapeutici di alcuni dei suoi componenti, in particolare gli
Isoflavoni, una sottoclasse di composti fenolici di origine vegetale appartenenti alla piu' ampia classe dei
flavonoidi. La struttura chimica
e' basata su uno scheletro C15 di atomi di carbonio composto da due anelli aromatici e uno
eterociclico; un anello aromatico (anello A) risulta condensato con l'eterociclico (anello C) e il terzo (anello aromatico B) collegato a questi. I principali isoflavoni della soia
(genisteina, gliciteina e daidzeina) sono anche chiamati fitoestrogeni perche' risultano efficaci nel ridurre le vampate durante la menopausa, mantenere la densita' ossea e per prevenire le malattie cardiovascolari. Studi su animali hanno dimostrato che gli isoflavoni della soia sono essenzialmente sicuri anche se si
e' visto che in alcuni casi possono alterare l'assorbimento e l'escrezione biliare mediante l'interazioni con trasportatori come la glicoproteina P intestinale o il sistema di efflusso OATP
(Organic Anion Trasporting Polypeptide). Infine la soia puo' ridurre l'assorbimento di alcuni nutrienti come zinco, ferro e calcio. Per evitare tali problemi di assorbimento, questi supplementi dovrebbero essere assunti a distanza di almeno due ore dal pasto.
Bibliografia
1) Verdier-Sevrain S, Bonte' F, Gilchrest B. Biology of estrogens in skin: implications for skin
aging. Exp Dermatol. 2006;15(2):83-94
2) Zouboulis CC et al. Hormones and skin ageing. G Ital Dermatol Venereol 2007;
142:15-23
3)
D'Anna R et al. Effects of the phytoestrogen genistein on hot flushes,
endometrium, and vaginal epithelium in postmenopausal women: a 1-year randomized,
double-blind, placebo-controlled study. Menopause 2007;14(4):1-8
4) Atteritano M et al. Effects of the phytoestrogen genistein on some predictors of cardiovascular risk in
osteopenic, postmenopausal women: a 2-years randomized, double-blind, placebo-controlled
study. J Clin Endocrinol Metab. 2007; 92(8): 3068-3075
5) Marini H at al. Effects of phytoestrogen genistein on bone metabolism in osteopenic postmenopausal
women: a randomized trial. Ann Intern Med. 2007;146(12):839-47
6) Moore JO et al. Photoprotective effect of isoflavone genistein on ultraviolet B-induced pyrimidine dimer formation and PCNA expression in human reconstituted skin and its implications in dermatology and prevention of cutaneous
carcinogenesis. Carcinogenesis. 2006;27(8):1627-35.
7) Wei H et al. Isoflavone genistein: photoprotection and clinical implications in
dermatology. J Nutr. 2003;133:3811S-3819S8) Bitto A, et al. Anti-aging effects of the phitoestrogen
genistein. Submitted 2009
|
|
|