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articolo aggiornato il: Wednesday 16 June 2010

 

del Dott. Dr. Florian C. Heydecker Docente SMIEM di Milano, Direttore Dermo Laser Clinic Vimercate

Ringiovanire il viso con la biomatrice

Un rapido excursus della recente storia dei filler cosmetici consente di chiarire il ruolo che assume oggi il collagene nel panorama dei prodotti riassorbibili

del Dott. Dr. Florian C. Heydecker Docente SMIEM di Milano, Direttore Dermo Laser Clinic Vimercate

Il volto è una delle aree fotoesposte che maggiormente evidenzia, progressivamente nel tempo, i segni del fotoaging, il maggiore fattore responsabile dell'invecchiamento estrinseco. Un corretto approccio di contrasto ai processi di invecchiamento tissutale dell'organismo, e della cute in particolare, non può prescindere da una valutazione clinica generale e dalle opportune correzioni di errate abitudini di vita, in particolare legate al fumo, allo stress e all'alimentazione che sono in grado di alterare l'equilibrio ossidativo metabolico dell'organismo. E' in continuo aumento la richiesta di correzione di inestetismi del viso, e il medico estetico ha oggi a disposizione una serie di materiali e metodi da inserire e abbinare efficacemente in un programma di ringiovanimento medico del volto. Mentre la qualità della cute in termini di trofismo, elasticità, texture e pigmentazione omogenea può essere mantenuta e recuperata con metodi di stimolo chimici come i peelings, e fisici come la radiofrequenza e i laser ablativi e non, la perdita di volume e l'evidenziarsi di solchi e rughe si correggono con ottimi risultati utilizzando dermal fillers biocompatibili. Negli anni '80 il collagene è stato il primo filler cosmetico biocompatibile e riassorbibile, utilizzato per via iniettiva per appianare le imperfezioni dei tessuti molli. L'unica formulazione di origine bovina, allora disponibile, richiedeva due test preventivi da praticare distanziati di due settimane uno dall'altro, nel mese precedente all'effettivo impianto di collagene. Tale procedura necessaria, a volte poteva disaffezionare la paziente dall'idea di una correzione medico estetica, ed è stato probabilmente questo uno dei motivi principali per cui negli anni '90 l'acido ialuronico ha lentamente, ma inesorabilmente, soppiantato il collagene. Va ricordato che numerose tecniche d'impianto ancora oggi ampiamente praticate, come la pavimentazione e il paris-lip, sono state sviluppate 20 anni fa durante l'utilizzo del solo collagene bovino. Non c'è dubbio che da allora molto è stato fatto: le metodiche si sono raffinate e le aree d'applicazione si sono ampliate, e la continua ricerca di nuovi biomateriali mette oggi a disposizione del medico estetico, e quindi del paziente, diversi materiali biocompatibili e riassorbili, da utilizzare in assoluta sicurezza. E' da considerare positivo il fatto che, dopo i primi entusiasmi iniziali, l'utilizzo dei fillers permanenti o semipermanenti ha segnato un continuo decremento, al punto che oggi se ne sente parlare pochissimo. Tali prodotti permangono nel tessuto ospite, garantendo una correzione estetica in ogni caso limitata nel tempo, visto che la fisionomia di un volto cambia nel tempo. Inoltre, eventuali successivi interventi iniettivi con altri materiali riempitivi di qualsiasi natura potrebbero esporre al rischio di effetti avversi da potenziale incompatibilità dei singoli prodotti. L'utilizzo di dermal fillers riassorbibili costituisce oggi il gold standard nella correzione estetica dei tessuti molli. E' unanime la convinzione che un materiale riempitivo debba garantire un risultato di correzione estetica accettabile nel tempo. A seconda del tipo di filler utilizzato e della sede d'applicazione, le maggiori preparazioni a uso iniettivo oggi disponibili sul mercato permettono un mantenimento del risultato estetico indicativamente da 6 a 12 mesi, una finestra temporale ben accettabile. Ciò premesso, in un programma di ringiovanimento medico del volto, la scelta del filler deve essere innanzitutto guidata dall'area e dal tipo di inestetismo del volto che si vorrà correggere. Il paradigma dovrà essere: Il materiale giusto al posto giusto! In quest'ottica, il ritorno del collagene completa le possibilità d'intervento che il medico estetico potrà offrire oggi al proprio paziente. Stabilizzate attraverso il particolare processo di glicazione Glymatrix con lo zucchero naturale d-ribosio, e purificate dai telopeptidi e alopeptidi potenzialmente antigenici, le nuove formulazioni di biomatrice di collagene suino , approvate recentemente dall'FDA americana, non necessitano più del test preventivo prima dell'impianto. Fin dal suo esordio, il collagene si è sempre distinto per le sue caratteristiche reologiche di estrema fluidità che rendono questo filler particolarmente adatto per le correzioni fini e superficiali di piccole rugosità, oppure laddove le caratteristiche di morbidezza del tessuto ospite devono essere mantenute. Il terzo superiore del volto, caratterizzato dalla formazione di rughe mimiche a livello della glabella, della fronte e della zona perioculare, viene efficacemente trattato sul piano muscolare con infiltrazioni di tossina botulinica. Tale tecnica evita l'impianto di volumi eccessivi di altro materiale riempitivo a livello dell'area glabellare, risparmia al paziente lo scollamento molto doloroso delle rughe orizzontali della fronte e la ipercorrezione della fine rugosità perioculare. Invece, correggere successivamente Ğla memoria della rugağ, quella depressione dermo-epidermica, residua post-botulino nell'area della glabella o sulla fronte, con materiali igroscopici come l'acido ialuronico, spesso può risultare difficile, se non impossibile. Il filler a base di collagene è forse l'unica risposta valida in questi casi che il medico potrà dare al proprio paziente. Inoltre, nella correzione della fine rugosità a livello della palpebra inferiore e dell'area perioculare inferiore del distretto zigomatico, il collagene può dare un risultato estetico molto valido che non interferisca con la mimica del terzo superiore del volto. L'intervento medico estetico del terzo medio-inferiore del volto deve tener conto sia della situazione statica che dinamica di quest'area. Le pieghe glifiche che si formano con l'appoggio sulle guance, la fine rugosità elastosica dell'area geniena e lo svuotamento della commissura labiale, con la caduta degli angoli della bocca Ğad espressione tristeğ risentono fortemente della forza gravitazionale. Aggiungere Ğaltro pesoğ con materiali riempitivi troppo pesanti e poco viscosi potrebbe risultare addirittura controproducente. Il collagene si conferma sempre il filler ideale per questo tipo di correzioni: Impiantato alla corretta profondità, ben pavimentato gradualmente in sessioni successive e/o posizionato a microiniezioni lineari superficiali lungo le fini rugosità, si intreccia delicatamente con le maglie del tessuto ospite e rimane stabile nella sede d'impianto senza creare accumuli sotto l'azione di trazione e compressione dei movimenti mimici. 
Ringiovanire il viso con la biomatriceRingiovanire il viso con la biomatrice
Prima e dopo l'infiltrazione di collagene suino nel terzo medio-inferiore del volto
Con questa metodica si possono ridare tono e naturale elasticità a zone elastosiche anche molto estese del terzo inferiore del volto. Infine, il vermiglio labiale, che dopo una correzione estetica dovrà rimanere morbido, e le rughe periorali, maggiormente accentuate nel fumatore, beneficiano dall'utilizzo di un materiale fluido come il collagene. In conclusione si può affermare che in un progetto di ringiovanimento medico del volto non esiste un materiale riempitivo unico con il quale si può fare tutto. 
Dopo anni di relativo silenzio, il collagene ha riconquistato l'inquadramento che gli spetta nel panorama dei fillers riassorbili oggi disponibili sul mercato.



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