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Irsutismo
Dr G. Ferrante lab. istop. IDI
Roma
Una percentuale di donne che varia tra il 5% e il 10 % sono soggette al
cosiddetto fenomeno dell’irsutismo , definito come la presenza di peli
terminali, con aspetto androgeno-dipendente, in aree che sono considerate
primariamente mascoline. Si tratta di uno dei sintomi di un disordine
endocrino chiamato "eccesso di androgeni " che può essere dovuto
a patologie ovariche, particolarmente ovaio policistico(65-85%), a patologie
surrenaliche, gonadiche, ovvero in rapporto alla somministrazione eccessiva
di ormoni androgeni o derivati del progesterone. Quando tutte queste cause
vanno escluse, l’irsutismo si definisce idiopatico o familiare ed è
spiegato con un’aumentata sensibilità dei recettori cutanei agli
androgeni secreti sia pure in normale quantità. Altri segni che possono
accompagnare l’irsutismo da eccesso di androgeni sono l’acne post
adolescenziale, la pelle grassa, la oligo/amenorrea, il sanguinamento
disfunzionale uterino e la mascolinizzazione. Inoltre, questa condizione
può essere associata a depressioni psicologiche, probabilmente secondarie,
e forme di disadattamento sociale. L’ eccesso di androgeni a lungo termine
può determinare anormalità del quadro lipoproteico , particolarmente una
diminuzione del HDL-2 colesterolo e un innalzamento dei trigliceridi, il che
è causa di un potenziale aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
In più, il 50% di queste donne può mostrare vari gradi di resistenza all’insulina,
con un aumento del rischio dell’intolleranza al glucosio e al diabete
mellito. Infine, l’oligo-ovulazione iperandrogenica puo’ portare allo
sviluppo del carcinoma endometriale e alla infertilità.Circa la metà delle
donne affette da ovaio policistico ( PCOS), sono obese, resistenti all’insulina,
e hanno anormalità dimostrata alla gonodotropina (particolarmente eccesso
di LH). Dall’uno al 10% delle donne affette da irsutismo soffrono di un
deficit della 21-idrossilasi (21 OH) in corso di iperplasia surrenalica
congenita, caratterizzata da una riduzione in circolo di ormoni steroidei e
un aumento dei loro precursori ( alti livelli di 17-OH-progesterone, anomala
presenza di 21-desossicortisolo, meno cortisolo e tanto ACTH). Clinicamente,
questi pazienti sono molto difficli da distinguere da altri pazienti
iperandrogenici. Più raramente la patologia puo’ nascere da deficenze
dell’ 11 beta -idrossilasi o del 3 beta - idrossisteroidodeidrogenasi. Un
altro disordine genetico risultante in un eccesso di androgeni è l’iperandrogenismo
surrenalico idiopatico resistente all’insulina (acanthosis nigricans) che
colpisce dall’ 1 al 5% di queste donne. Il disordine e’ caratterizzato
da livelli di insulina circolante estremamante alti, a fronte di una
euglicemia o una intolleranza la glucosio. Sembra che l’insulina agisca
sinergicamante con LH per stimolare la secrezione ovarica androgena. Questa
sindrome detta di Hairan, si presenta molto presto nella vita di unaa donna
ma non deve essere confusa con il leggero grado di resistenza all’insulina
notato tra molti pazienti con ovaio policistico in cui l’eccesso di
insulina e’ generalmente leggero. Sebbene ricevano spesso eccessiva
attenzione, i tumori che producono androgeni sono relativamente rari. Il
sospetto è d’obbligo quando l’inizio del sintomo androgenico è rapido
e improvviso, o quando sono presenti virilizzazione, mascolinizzazione o
forme tipo Cushing. Mentre i tumori ovarici secernenti androgeni sono in
genere non altamente maligni, molti tumori adrenocorticali sono carcinomi,
associati a alta mortalità. Gli adenomi adrenocorticali che secernono solo
androgeni sono estremamamente rari. Sebbene elevati livelli di testosterone
plasmatico siano stati usati come predittivi di neoplasia ovarica e
surrenalica, questo indicatore è relativamente poco sensibile e non
specifico. Se gli esami di laboratorio fanno sorgere il sospetto di una
neoplasia androgeno secernente, va ricordato però che, vista la
complessità della materia, la valutazione degli ormoni circolanti in
eccesso o difetto potrebbe essere ingannevole. Meglio affiancarla a
procedure diagnostiche non invasive che possono facilitare la comprensione
del quadro clinico globale.
LA VALUTAZIONE DEL PAZIENTE AFFETTO DA
IRSUTISMO
Si parte dalla storia clinica e da un esame obiettivo. Ad eccezione dell’iperplasia
surrenalica congenita, tutti gli altri disordini endocrini possono essere
sospettati clinicamente. Tuttavia, è importante per prima cosa stabilire se
il paziente soffre realmente di irsutismo, o non si tratti invece di
ipertricosi, che è invece raramente dovuto a un eccesso di androgeni. Così
una crescita eccessiva di peli solo sull’avambraccio e sulle gambe non
costituisce irsutismo, sebbene nelle donne realmente affette da irsutismo può
esistere un peggioramento della crescita dei peli in queste aree. L’aumento dei peli
terminali, di tipo maschile, deve invece essre abbondante sulle cosce,
nel triangolo soprapubico, lungo la linea alba, al mento, sulle guance
o sul labbro superiore. La valutazione dei test di laboratorio anche
con test di stimolazione o soppressione può essere talvolta più che
sufficiente a definire l’eccesso di androgeni circolanti.
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TRATTAMENTO DEL PAZIENTE AFFETTO DA
IRSUTISMO
Il trattamento dell’eccesso di
androgen i dovrebbe iniziare non appena viene stabilita con certezza
una diagnosi. Nelle neoplasie secernenti o nella sindrome di Cushing
l’intervento è principalmente di natura chirurgica, negli altri
casi si deve intervenire, e in particolare nelle ragazze più
giovani, la terapia medica deve essere iniziata prima dello sviluppo
di un irsutismo esteso. |
| Questo poiche’ i peli terminali che si
sviluppano completamente non regrediscono solo con terapia ormonale
e devono essere eliminati con l’elettrolisi o il ricorso al laser.
La scelta della terapia dipende dalla
condizione della paziente. Se è affetta da irsutismo e
oligo-ovulazione e lamenta infertilità, allora il primo problema da
risolvere è l’induzione dell’ovulazione sebbene in questo modo
non sarà possibile ottenere risultati per l’irsutismo o l’acne.
Al contrario, se la paziente desidera un trattamento per l’irsutismo
e l’oligomenorrea, e per il momento non desidera avere figli, può
essere raccomandata una terapia meccanica e ormonale combinata. Il
trattamento più diffuso per l’irsutismo è a base di contraccettivi
orali che abbassano i livelli di LH e FSH circolanti e in tal modo
riducono la produzione degli androgeni a livello dell’ovaio. Inoltre
l’estradiolo aumenta i livelli di SHBG e in tal modo fa calare
quelli del testosterone libero. Più raramente analoghi delle
gonadotropine liberanti ormoni (Gn-HR) possono essere utilizzati per
sopprimere l’asse ipotalamico-pituitario-ovarico in pazienti affette
da PCOS, con basso livello di LH circolante e alti livelli di
testosterone e insulina, e che non rispondono alla terapia
convenzionale.Questa terapia è generalmente combinata a una
somministrazione di estrogeni-progestinici che elimina gli
effetti indesiderati indotti dall’azione ipoestrogenica. In caso di
irsutismo molto grave vanno aggiunti farmaci antagonisti degli
androgeni, e nel caso essi siano di origine surrenalica, i più
utilizzati sono il betametasole, il prednisone, il desametasone, lo
spironolactone e il ciproterone acetato. Dalla combinazione di più
approcci terapeutici si ottengono risultati positivi che raggiungono
anche l’80% dei casi, che si manifestano con la cessazione della
estensione dell’irsutismo. Tuttavia, considerando che gli effetti si
evidenziano dopo almeno 6-8 mesi di cura, e che i peli già cresciuti
rimangono un notevole problema di natura estetica, aspettando che la
terapia medica funzioni è meglio incoraggiare il paziente a prendere
in considerazione trattamenti di natura dermo-cosmetica. La
depilazione chimica è spesso inutile e può lasciare la pelle
irritata, specie sul viso, con l’insorgere di dermatititi irritative
e allergiche. In particolare, la depilazione a strappo o la ceretta
dovrebbe essere scoraggiate poichè non distruggono il follicolo del
pelo ma possono indurre una follicolite e una ricrescita più rapida.
Sconsigliabile ancheradersi ( con un rasoio o una macchinetta) poiché sebbene ciò
causi un trauma minore alla pelle, può dare luogo a un rafforzamento
del pelo. Gli schiarenti sono utili, particolarmente se c’è solo
una crescita leggera dei peli. L’elettrolisi è un valido metodo
disponibile per la distruzione dei follicoli che producono peli
terminali e andrebbe usata una volta che la terapia ormonale ha
bloccato la fuoriuscita di nuovi peli terminali, generalmente dopo sei
mesi di trattamento.Purtroppo però, se non si eliminano del tutto le
cellule staminali del follicolo, quelle che circondano il muscolo
erettore del pelo, anch’essa è destinata a dare risultati
insoddisfacenti perchè la matrice continuerà a produrre il pelo. Di
recente sono stati presentati diversi laser in grado di dare risultati
molto interessanti e duraturi nel tempo, e di garantire trattamenti
più rapidi e meno fastidiosi di quelli ottenibili con il vecchio ago
elettrico. Qualunque sia la scelta, va ricordato che la paziente
affetta da irsutismo, soprattutto di giovane età, necessita di un
importante supporto emozionale e di un follow-up di lungo termine,
poichè il problema non è di facile soluzione e purtroppo spesso dura
tutta la vita e può essere stressante e influenzare profondamente le
sue interazioni psicosociali.
FOLLICOLO
Il follicolo pilifero inizia la sua storia
all’ottava settimana di vita embrionale, quando compare il germe
primitivo pilare in corrispondenza dello strato basale dell’epidermide
ancora indifferenziata. La porzione più profonda del follicolo è
rappresentata dal bulbo, ove ha sede la matrice da cui originano le
strutture del follicolo pilifero. In particolare il diametro massimo
del bulbo, definito come linea critica di Auber, segna il limite sopra
al quale non si repertano più figure mitotiche e prende inizio la
cheratinizzazione. E’ stata supposta la presenza di cellule
progenitrici totipotenti che sarebbero state individuate in un’area
specifica definita "bulge", che si trova in continuità con
la guaina epiteliale esterna subito al di sotto dell’inscrizione del
follicolo con la ghiandola sebacea nel punto di attacco con il muscolo
erettore del pelo. Dalle piccole cellule indifferenziate del "bulge",
originano le cellule della matrice che, a loro volta, formano sei tipi
di strutture che, procedendo dall’interno verso l’esterno sono:
1) il midollo; 2) la corteccia; 3) la
cuticola del pelo; 4) strato di Henle (porzione esterna della guaina
epiteliale interna); 5) strato di Huxley (porzione interna della
guaina epiteliale interna);
6) la cuticola della guaina epiteliale
interna.
Le strutture sopra-elencate sono avvolte dalla guaina epiteliale
esterna che è in stretto contatto con quella interna nella porzione
più profonda del follicolo, mentre perde tale coniugazione nella
porzione più superficiale che è definita "istmo" nel
segmento che va dall’inserzione del muscolo erettore del pelo allo
sbocco della ghiandola sebacea e "infundibolo" nel segmento
che dallo sbocco delle ghiandole sebacee arriva sino all’epidermide.
La porzione connettivale del follicolo è rappresentata dalla papilla,
piccola porzione di derma, completamente avvolto e modellato dal
bulbo, che risulta estremamente vascolarizzata e ricca di filuzzi
nervosi che avvolgono completamente il bulbo.
Questra struttura anatomica, con alcune variazioni, è comune ai tre
tipo di follicolo: il follicolo vello, il follicolo terminale ed il
follicolo sebaceo. Prima della pubertà i peli terminali, sono
rappresentati solamente dalle ciglia, sopracciglia e dai capelli. Dopo
la pubertà, dal pelo vello, sotto stimolazione ormonale, prendono
origine i peli terminali della barba (limitatamente al maschio) e
quelli sessuali.
I follicoli piliferi sono in grado di interagire con gli androgeni in
quanto ne posseggono i recettori. In rapporto alla loro sensibilità
agli androgeni vengono distinti tre tipi di peli: sessuali, non
sessuali, ambisessuali. I primi sono quelli la cui crescita dipende dalla
normale concentrazione degli androgeni nel plasma e dall’elevata
attività della 5-alfa-reduttasi nelle cellule della matrice (barba,
peli delle orecchie, peli del triangolo soprapubic o). La crescita dei
peli non sessuali è, invece, indifferente agli stimoli ormonali
(ciglia, sopracciglia, capelli della regione occipitale, mentre quelli
della regione frontale e del vertice sono estremamente sensibili agli
androgeni).
I peli ambisessuali hanno una crescita normale in rapporto alle
concentrazioni plasmatiche abituali di androgeno, che si riscontra
nella donna (ascelle, pube). Qualunque tipo di follicolo ha una
crescita discontinua, ad una fase di crescita segue una fase di riposo
e di caduta. Tale attività non è sincronizzata tra le avarie unità
follicolari, quindi il ciclo vitale, viene definito "a
mosaico".
L’attività ciclica può essere suddivisa in tre fasi:
1) Anagen o fase di crescita; 2)
catagen o fase di transizione; 3) Telogen o fase di riposo
La durata della fase Anagen varia in relazione al distretto cutaneo
interessato. E’ molto elevata a livello del cuoio capelluto (2-6
anni), scende ad un anno a livello della barba ed è minima alle
sopracciglia (4-8 settimane).
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