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articolo aggiornato il: Wednesday 16 June 2010


Dipendenza da cioccolato

Niente di piu' difficile che togliere il cioccolato a quell’uno per cento della popolazione che non puo' farne a meno. C’e' chi ci prova con gli integratori proteici 

della Dott.ssa Maria Gabriella Di Russo

Nei suoi cinquecento anni di storia moderna, mai il cioccolato aveva avuto un momento di gloria quale quella che sta vivendo sugli schermi cinematografici, a teatro, ma anche nei centri di estetica, sotto forma di massaggio. 
Sono nati poi festival e negozi specializzati in cui si trovano tutte le diverse qualita' di cioccolato prodotte in Italia e nel mondo a vantaggio di milioni di consumatori che spesso non riescono a rinunciare alla loro dose quotidiana, tanto che gli americani hanno creato un apposito neologismo “chocoholic”, che ricorda la somiglianza con una dipendenza da alcool. Il Cioccolato contiene: Serotonina, Feniletilamina e Metilxantine (caffeina + teobromina), e' composto da: cacao, zucchero, latte e aromi. 
Il cacao a sua volta appartiene al gruppo di alimenti nervini, contiene: teobromina (derivato della caffeina), caffeina (in rapporto di circa 10 a 1), anandamide (un grasso), burro di cacao (un grasso), Vit. B Vit. E. Il cioccolato ha proprieta' antidepressive, grazie al mix di composti che provoca cambiamenti chimici nel cervello. A dosi moderate tonifica l’umore, procurando piacere. Per le sue caratteristiche sensoriali, e' in grado di sviluppare un profumo e un gusto unici, tanto da far provare una sensazione di piacere. Pertanto il cioccolato puo' essere considerato un ottimo “antidepressivo” di tipo non farmacologico. Il piacere per il cioccolato, inoltre, potrebbe avere basi bio-psicologiche: il desiderio di un determinato cibo e' biologico quando ne abbiamo bisogno. 
Il cibo crea soddisfazione, come premio offre consolazione. Sin dall’infanzia, infatti, l’alimento viene percepito come premio per un buon voto, la giusta fine di un pasto completo, lo snack pomeridiano o spesso l’unico piacere di una giornata faticosa. Cio' spiegherebbe perche' per questi soggetti una qualsiasi dieta alimentare, oltre alle normali e intrinseche difficolta', assume anche un peso psicologico di cui non si puo' non tenere conto in fase di elaborazione di una dieta personalizzata. A questo proposito, in uno studio clinico durato oltre due anni, ci siamo proposti di dimostrare che l’utilizzo di integratori proteici al gusto cioccolato sotto forma di barretta, frappe' o drink comporta una consistente riduzione dei drop-out e una significativa incidenza nei follow-up dei singoli pazienti. L’ipotesi su cui e' stato strutturato il lavoro parte dal concetto di libido in pazienti con particolare dipendenza e/o propensione per il dolce; che non si accettano anche senza la presenza di una distorsione dello schema corporeo. 
L’obiettivo era dimostrare che il gusto al cioccolato, associato a una componente proteica, permette una migliore compliance terapeutica. Lo studio ha utilizzato il concetto di “piacere” per il raggiungimento del target terapeutico, e la base teorica dello studio si e' strutturata sul presupposto freudiano che la “mente” funziona secondo una regola molto semplice: ricerca del piacere e allontanamento della frustrazione - dispiacere. 
Quando c’e' un’impossibilita' alla realizzazione libidica di tipo relazionale tipica delle persone adulte con completo sviluppo affettivo, ovvero, dell’utente in oggetto, e' possibile 

una regressione a forme di piacere antecedenti nello sviluppo che si concretizza nell’oralita'. Sappiamo infatti che il comportamento alimentare e' molto complesso e dipende da piu' fattori: impulsi olfattivi, visivi, emozionali e cognitivi. La decisione se mangiare o meno deriva da segnali neuro-chimici: i centri integratori sottocorticali bilanciano questi input. e' noto come il cioccolato stimoli il rilascio di endorfine, tranquillanti naturali dell’organismo, che danno sensazioni piacevoli e di benessere. 
Per alcuni soggetti, quindi, il cioccolato rappresenta una perfetta sintesi del cibo ideale in termini di: piacere - gusto - consistenza. Nel nostro studio sono stati presi in esame 150 pazienti in sovrappeso di cui il 70% e' costituito da donne e 30% da uomini, d’eta' media di 35, con un range di 22 - 54 anni. Le caratteristiche dell’inserimento nello studio del singolo paziente sono state valutate mediante una attenta raccolta dei dati anamnestici, una visita clinica per escludere possibili disordini organici sottostanti, una indagine psicologica per escludere la presenza di patologie psichiatriche e una accurata storia riguardo all’aumento di peso per escludere eventuali disturbi del comportamento alimentare. 
Nel corso dell’intero studio ci si e' avvalsi di accurati test strumentali: alla prima visita la somministrazione dell’ M. M. P. I (test proiettivo, atto a rilevare gli stili e gli aspetti piu' peculiari della personalita'); una valutazione impedenziometrica iniziale, per l’analisi della composizione corporea per determinare la quantita' di tessuto adiposo, massa magra e acqua corporea, ogni 3 mesi e al termine del trattamento per valutare i risultati del programma alimentare adottato. Lo studio e' durato in tutto 2 anni, mentre il campione in oggetto e' stato diviso in tre gruppi: uno trattato esclusivamente con programma alimentare ipocalorico normoproteico - normolipidico - normoglucidico, un secondo gruppo trattato con un programma alimentare ipocalorico normoproteico normolipidico - normoglucidico unito a trattamento farmacologico (fluoxetina 20mg. 1 x 3 prodie); e un terzo gruppo trattato con un programma alimentare proteico - normolipidico normoglucidico arricchito da integratori proteici al gusto di cioccolato. Con il nostro studio, i cui risultati sono stati presentati in diversi convegni di medicina estetica e che sono a disposizione dei lettori, pensiamo di aver dimostrato che con il semplice programma alimentare i risultati positivi sono stati inferiori al 50% poiche' l’astinenza e/o la restrizione dal mangiare cibi dolci “peccaminosi” e' dovuta alla sola forza di volonta'. Con il programma alimentare unito al farmaco il risultato e' stato dell’80% in quanto non sempre il paziente e' stato disposto ad assumere alla lunga il farmaco. Per finire, con il programma alimentare unito all’integratore proteico si e' ottenuto il massimo dei risultati in quanto si ha l’appagamento del gusto e una maggiore compliance. L’integratore sembra completare e integrare il cibo quando questo non e' sufficiente a coprire particolari esigenze; e in tal modo si pone a meta' strada tra un alimento e un farmaco. 

Le tre diete utilizzate

Dieta Equilibrata Normoproteica Ipocalorica
Apporto proteico giornaliero 1 gr x Kg di peso corporeo ideale mantiene equilibrati i rapporti percentuali dei cibi introdotti diminuendo la quantita' di apporto calorico in modo da stimolare l’organismo a intaccare la sua riserva lipidica. Talvolta presenta difficile adattabilita' del paziente ha come svantaggio la perdita dell’acqua e del trofismo dei tessuti prima di avere la perdita del tessuto grasso
Dieta proteica:
Apporto proteico giornaliero di 1,2-1,5 gr x Kg di peso c. ideale. La dieta proteica per l’attivazione della lipolisi, o meglio per l’inibizione della lipogenesi, viene impostata con integratori in polvere.
Ha come svantaggio il fatto che occorre cambiare il metabolismo fisiologico dell’organismo per indurre a consumare il tessuto grasso e ottenere i glucidi necessari attraverso la produzione di chetoni. Il vantaggio e' che chiede brevi periodi e facili mantenimenti.
Fluoexitina:
Farmaco antidepressivo. La sua attivita' e' correlata all’aumento della concentrazione di serotonina in aree specifiche del s.n.c. Riduce l’assunzione di cibo per inibizione selettiva del re-uptake di serotonina a livello delle terminazioni pre-sinaptiche, all’aumento della velocita' di turnover della serotonina e stimolazione recettoriale; diminuisce l’assunzione di carboidrati e lo stimolo del gusto dolce, mantenendo invariata l’appetibilita' per la componente proteica. e' controindicata in caso di cardiopatia, epatopatia, nefropatia.
Presenta come effetti collaterali: nausea, cefalea, ansieta', insonnia, tremori, sudorazione, ipomania, raramente convulsioni, vomito, astenia e vertigini.
Determina ipersensibilita': esantemi cutanei, febbre, artralgia, leucocitosi e dispnea. 
Integratore proteico al gusto cioccolato:
Proteine in polvere del latte e di soia addizionate all’aroma al cioccolato, oltre che a vitamine e sali minerali. L’apporto proteico consente di non intaccare la massa magra; avere una perdita di peso essenzialmente a spese della massa grassa e un effetto psicotonico che faciliti piu' rapidita' e un mantenimento piu' duraturo del risultato





 

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