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ANTIOSSIDDANTI IN COPPIA
Antiossidanti enzimatici e
non enzimatici proteggono le cellule
dallossidazione.
Ma se i ROS superano le naturali difese della cute, i
costituenti cellulari possono venire danneggiati. Fra gli
antiossidanti di ultima generazione lacido lipoico
e la sua forma ridotta acido diidrolipoico.
Le specie reattive dellossigeno (ROS) sono state
implicate nelleziologia di molte patologie della
cute, tra cui il cancro cutaneo e il fotoaging (1). Le
ROS possono ossidare lipidi, proteine, DNA, portando alla
formazione di prodotti ossidati come idroperossidi
lipidici, carbonili proteici ecc. Lacido lipoico (o
acido tiottico), e' una molecola conosciuta gia' da
diverse decadi per essere un cofattore di reazioni
enzimatiche in importanti processi metabolici, in
particolare nella decarbossilazione ossidativa degli
alfa-chetoacidi (come il piruvato,
lalfa-chetogluatarico e gli alfa-chetoacidi a
catena ramificata) (2). In anni
recenti e' stata posta grande attenzione alle sue
possibili funzioni antiossidanti e a quelle della sua
forma ridotta, lacido diidrolipoico (DHLA).
Infatti, lacido lipoico e diidrolipoico sono in
grado di esercitare la funzione di scavenger sui radicali idrossilici, lacido ipocloroso, lossigeno
singoletto, lacido ipocloroso e i radicali perossilici, inoltre sono entrambi chelanti il ferro,
rame e altri metalli di transizione (3) responsabili
dellossidazione di molte sostanze. Gli
antiossidanti come il lipoico si legano a questi metalli
formando complessi stabili (con Cu, Mn, Zn). E
stato recentemente dimostrato che lacido lipoico e' in grado di prevenire lossidazione dellacido
ascorbico catalizzata dal rame e di inibire la
perossidazione lipidica catalizzata dal rame (4).
Le specie reattive
dellossigeno (ROS) sono state implicate
nelleziologia di molte patologie della cute, tra
cui il cancro cutaneo e il fotoaging (1). Le ROS possono
ossidare lipidi, proteine, DNA, portando alla formazione
di prodotti ossidati come idroperossidi lipidici,
carbonili proteici ecc. Lacido lipoico (o acido tiottico), e' una molecola conosciuta
gia' da diverse
decadi per essere un cofattore di reazioni enzimatiche in
importanti processi metabolici, in particolare nella
decarbossilazione ossidativa degli alfa-chetoacidi (come
il piruvato, lalfa-chetogluatarico e gli
alfa-chetoacidi a catena ramificata) (2). In anni recenti e' stata posta grande attenzione alle sue possibili
funzioni antiossidanti e a quelle della sua forma
ridotta, lacido diidrolipoico (DHLA). Infatti,
lacido lipoico e diidrolipoico sono in grado di esercitare la funzione di
scavenger sui radicali idrossilici, lacido
ipocloroso, lossigeno singoletto, lacido
ipocloroso e i radicali perossilici, inoltre sono
entrambi chelanti il ferro, rame e altri metalli di
transizione (3) responsabili dellossidazione di
molte sostanze. Gli antiossidanti come il lipoico si
legano a questi metalli formando complessi stabili (con
Cu, Mn, Zn). E stato recentemente dimostrato che
lacido lipoico e' in grado di prevenire
lossidazione dellacido ascorbico catalizzata
dal rame e di inibire la perossidazione lipidica
catalizzata dal rame (4).
Interazioni con altri
antiossidanti
Il DHLA sembra in grado di rigenerare altri
antiossidanti come lacido ascorbico e
(indirettamente) la vitamina E, dalle loro forme radicaliche. Come e' noto, la vitamina E
e' il principale
antiossidante che protegge le membrane della
perossidazione lipidica. La vitamina E
esiste fisiologicamente nelle membrane biologiche,
principali bersaglio dellossidazione (una molecola
per 1000-2000 molecole fosfolipidiche di membrana).
Tuttavia, sebbene i radicali perossilici possano essere
generati nelle membrane in modo velocissimo,
lossidazione distruttiva dei lipidi di membrana non
avviene normalmente, ne' la vitamina E si consuma
rapidamente. Percio', gli stati di deficienza di vitamina
E sono difficilmente inducibili negli animali adulti.
Questo apparente paradosso puo' essere spiegato col
cosiddetto riciclaggio della vitamina E, in cui la sua abilita' antiossidante
e' continuamente ristabilita da
altri antiossidanti. Questi antiossidanti che riciclano
la vitamina E sono la vitamina C, gli ubiquinoli e i
tioli (5,6). Il DHLA (ma non lacido lipoico)
protegge contro la perossidazione lipidica, ma solo in
presenza di vit. E mediante il seguente meccanismo
dazione:
1) riducendo direttamente il radicale
tocoferossile (cioe' la vit. E in forma radicalica);
2) riducendo altri
antiossidanti (come lacido ascorbico), che dopo
rigenerano la vitamina E. Per quanto riguarda il primo
dei due meccanismi, sembrerebbe che il DHLA, che si
ripartisce principalmente nella fase acquosa, riduca
direttamente i radicali tocoferossilici
allinterfacce membrana/acqua; comunque
leffetto e' debole ed il principale riciclaggio
della vit. E da parte del DHLA nei sistemi biologici
probabilmente avviene attraverso altri antiossidanti (cioe' col secondo meccanismo) (5).
Uso in dermatologia
La somministrazione esogena di antiossidanti, per via
sistemica e/o topica, e' un possibile e ben documentato
approccio per rinforzare le difese antiossidanti endogene
e prevenire il danno ossidativo. Precedentemente si e' detto che lacido lipoico viene prontamente
assorbito dalla dieta e convertito nella sua forma
ridotta piu' attiva (DHLA) e che si distribuisce in molti
tessuti corporei compresa la cute dove si ritrova in
elevata concentrazione (dal 21 al 45% del totale).Fuchs e Milbradt (6) hanno
dimostrato che lacido lipoico, iniettato per via
parenterale e somministrato per via orale, e' efficace
nel proteggere la cute dallinfiammazione. E
noto che la somministrazione topica in terapia
dermatologica offre, rispetto a quella sistemica, il
vantaggio della praticita' e soprattutto la possibilita'
che il principio attivo raggiunga direttamente l’organo bersaglio.
Quanto detto e' valido solo se quantita' sufficienti della sostanza
penetrano nella cute. Un antiossidante topico ideale dovrebbe avere:
-
attivita' antiossidante ;
-
penetrare nella cute ;
-
essere presente in forma attiva nella cute ;
-
proteggere la cute dal danno ossidativo .
Penetrazione transcutanea
L’assorbimento dell’acido diidrolipoico e' stato valutato
indirettamente nella cute del ratto misurando le variazioni di polarita'
di membrana con acido diidrolipoico marcato.
Inoltre e' stata verificata
la penetrazione di acido lipoico non marcato nella cute e
la sua conversione ad acido diidrolipoico per mezzo di
HPLC con rilevazione elettrochimica. In piu', la cinetica
di assorbimento dellacido lipoico
nellepidermide e nel derma e' stata valutata in
vivo marcando lacido lipoico con C14 (7). I
risultati hanno dimostrato che:
1) Penetrazione
dellacido lipoico C14 nello strato corneo. -
Lacido lipoico, misurato in dieci strippings di
nastro adesivo, e' decresciuto esponenzialmente negli
strippings da 1 a 10.
- Ad ogni tempo considerato, gli strippings 1 e 2 che
rappresentano i primi strati dello strato corneo,
contenevano concentrazioni significativamente piu' alte
di acido lipoico, rispetto agli altri.
- Da notare che in ciascuno
degli strippings ai tempi differenti (0.5, 1, 2, 4 ore)
le concentrazioni di acido lipoico non erano
significativamente differenti.
2) Penetrazione
dellacido lipoico al di sotto dello strato corneo:
lacido lipoico era presente
nellepidermide, derma e tessuto sottocutaneo sino a
500 mm. Le parti piu' profonde di cute contenevano
concentrazioni esponenzialmente piu' basse di acido lipoico. La massima concentrazione fu raggiunta comunque
a due ore.
3) Comparazione della penetrazione di acido lipoico
nello strato corneo e nella cute sottostante. In ciascuno
dei compartimenti considerati (epidermide, derma,
sottocute) il massimo della concentrazione
fu raggiunto dopo due ore. Dopo 2 e 4 ore il 95% fu
ritrovato nello strato corneo, l1%
nellepidermide residua e il 4% nel derma e nel
tessuto sottocutaneo.
4) Riduzione dellacido lipoico a diidrolipoico:
Dopo due ore dallapplicazione topica, il 5% circa
dellacido lipoico era presente in forma ridotta.
Efficacia in vivo dopo applicazione topica
Studi in vivo (in volontari umani) sullattivita'
antiradicalica dellacido lipoico 1% topico hanno
evidenziato sia una riduzione delleritema UV
indotto che una diminuzione dellirritazione cutanea
indotta da surfattanti, entrambe condizioni correlate
alla formazione di radicali liberi con conseguente danno
cellulare. Nel primo studio (8) e' stata valutata
lattivita' radical scavenging dellemulsione
contenente acido lipoico 1%, valutando la sua capacita'
di inibire la formazione delleritema cutaneo,
indotto da una irradiazione eritematogena con raggi UV,
in 6 volontari sani, in comparazione a un gel contenente
tocoferolo acetato 2% (vit. E) e a due sedi non trattate.
Leritema, misurato mediante spettrofotometria di riflettanza, e' stato monitorato, ad intervalli
stabiliti, per 10 ore dopo lirraggiamento. I
risultati hanno dimostrato che lemulsione
contenente acido lipoico e' in grado di inibire il
processo eritematogeno in misura molto maggiore (del
45,6%) del gel contenente tocoferolo acetato (27,2%), rispetto ai
controlli non trattati e dunque la sua efficacia antiossidante.
Nel secondo studio (9), la cute pretrattata con acido
lipoico 1% contro placebo per tre settimane ha dimostrato
una maggiore resistenza nei confronti
dellirritazione indotta dal sodiolaurilsolfato. La
funzione di barriera cutanea e' stata misurata mediante
evaporimetria e corneometria. Particolarmente
interessante e' il dato riguardante lidratazione
dello strato corneo che e' risultata essere
significativamente maggiore nella sede trattata.
In conclusione, lacido alfa-lipoico e la sua forma
ridotta, il diidrolipoico (DHLA), sono stati denominati
come un sistema "antiossidante universale", che
funziona sia nei compartimenti membranosi che in quelli
acquosi. Lacido lipoico e' prontamente assorbito
dalla dieta e rapidamente convertito in DHLA in molti
tessuti. Uno o entrambi i componenti della coppia
effettivamente eliminano un certo numero di radicali
liberi (ROS) e inibiscono i generatori di ROS, sia nei
compartimenti acquosi che in quelli lipidici. In
entrambi, il DHLA e lalfa lipoico hanno attivita'
chelante dei metalli. Il DHLA agisce sinergisticamente
con altri antiossidanti, indicando che e' in grado di
rigenerarli dalle loro forme radicaliche o inattive.
Infine sembra che possano avere effetti sulle proteine
regolatorie e sui geni coinvolti nella normale crescita e
metabolismo.
Il Lipoico in Farmacia
Gli studi sullacido lipoico iniziano
con la ricerca di un farmaco per migliorare le
funzioni della cellula nervosa nel corso
dellinvecchiamento e dellAlzheimer.
Accertati leffetto sul glutatione,
laumento dellutilizzo del glucosio e
la funzione anti-ossidante a livello delle
membrane cellulari, il passaggio alla
dermatologia e' stato breve. Podda e al. hanno
dimostrato che, per lelevata capacita' di
assorbimento topico, una soluzione di acido
lipoico al 5% protegge la pelle
dallossidazione, e insieme alla sua forma
ridotta (acido diidrolipoico) puo' prevenire e
ridurre gli effetti dellaging e del
photoaging da raggi solari.
Lacido lipoico e' da poco disponibile in
farmacia sia come crema (Lipoacid syncroline®) che come
integratore alimentare (Lipoacid Combi compresse).
Lazione combinata dei due prodotti ne potenzia i
risultati incrementando la funzione barriera della pelle.
La crema si basa sulla tecnologia agli oleosomi che
agiscono da riserva delle sostanze funzionali (oltre
lac. lipoico, lac. glucuronico e acetilglucosamina, precursori dellac.ialuronico;
pantenolo, saccaride isomerasi e acido ialuronico che
fissano lacqua a livello cutaneo). Le compresse,
sono un bilanciato mix di ac.lipoico, acido eicosapentanoico, noto per la sua azione
antiinfiammatoria, Vit. C, Vit. E, e cisteina. Vanno
assunte una al di', preferibilmente al mattino
(L.D.W.)
AFFEZIONI CUTANEE CON POSSIBILE COINVOLGIMENTO DI
RADICALI LIBERI
-
malattie autoimmuni
-
tumori
-
dermatiti irritative ed allergiche
-
psoriasi
-
infiammazione in generale
-
acne e rosacea
-
dermatite atopica
-
porfirie
-
invecchiamento cutaneo
-
fotoinvecchiamento
Bibliografia
1) Hallywell B: Reactive oxygen species in pathology
with special reference to the skin. In "Oxidative
Stress in Dermatology" (Fuchs J, Packer L eds).
Marcel Dekker Inc, New York, 1993, 3-11
2) Reed LJ. The chemistry and functions of lipoic
acids. Adv. Enzymol. 18:319, 1957
3) Scott B, et al: Lipoic acid and dihydrolipolic
acids as antioxidants: a critical evaluation. Free Rad.
Res. 20: 119-133, 1994
4) Packer L, Witt E, Tritschler J: Alpha lipoic acid
as a biological antioxidant. Free Rad Biol Med 19:
227-250, 1995
5) Sies H. Strategies of antioxidant defense. Eur J.
Biochem. 215: 213-219, 1993
6) Fuchs J, Milbradt R: Antioxidant inhibition of skin
inflammation induced by reactive oxidants: evaluation of
the redox couple dihydrolipoate/lipoate. Skin Pharmacol.
7: 278-284, 1994
8) Podda M, Rallis M, Traber M et al: Kinetic study of
cutaneous and subcutaneous distribution following topical
application of (7,8-14C)rac-alpha-lipoic acid onto
hairless mice. Biochemical Pharmacology, 52:627-633, 1996
9) Bonina FP et al, Unpublished data
10)Berardesca E, Distante F, Lazzerini S, De Paoli GF:
Topical alpha-lipoic acid prevents surfactant induced
xerosis. Abstract, 7th European Academy of Dermatology
Congress, Nice, France, 7-11 October, 1998
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