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articolo aggiornato il: Sunday 28 March 2010

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Parlare di bellezza non e' sempre facile

''Fino ai 40 anni, il grado di invecchiamento cutaneo maschile equivale a quello femminile. Dai 41 ai 50 anni, gli uomini hanno un peggioramento di alcuni parametri presi in esame e, dopo i 51 anni, di tutti''
In occasione di Miss Italia Salsomaggiore ha ospitato il 1° Convivium sulla bellezza e una interessante mostra fotografica

di Patrizia Necci

La bellezza, soprattutto quella femminile, e' l'argomento piu' discusso in ogni tempo. A come ''Comunicare la Bellezza'' e' stato dedicato il primo Convivium tenutosi lo scorso 13 settembre a Salsomaggiore Terme, presso le Terme Berzieri. Una iniziativa scaturita dall'alleanza tra l'ISPLAD (International Society of Plastic Aesthetic and Oncologic Dermatology) nella figura del suo presidente Antonino Di Pietro e la citta' di Salsomaggiore, sede, da oltre mezzo secolo, del piu' prestigioso concorso Miss Italia, la cui giornata finale, nell'edizione 2008, e' coincisa con il Convivium. Bellezza, salute, corretta alimentazione e dunque benessere. Questo il cuore dell'iniziativa, orientata a trattare concetti che riguardano la nostra vita quotidiana e che, in maniera sinergica, suggeriscono la corretta chiave di lettura per uno stile di vita sano che ora tanto si auspica. Ma va riconosciuto che nel tempo diversi sono stati i canoni estetici che, fra corsi e ricorsi, sono stati i punti di riferimento e/o di valutazione della bellezza. Dalle Veneri Preistoriche a quelle Rinascimentali arrivando fino a oggi la rappresentazione della femminilita' e' stata lo specchio del contesto sociale, culturale, ecc., ha cioe' comunicato quale ruolo e quale funzioni venissero associati alla bellezza. Le statuette neolitiche, per esempio, mostravano una stessa tipologia rappresentativa ossia una esagerata accentuazione di alcuni attributi anatomici: glutei, ventre, seni e una quasi totale mancanza di particolari caratterizzanti come viso, mani, piedi. Rappresentavano la Dea Madre che rende fertili le donne e i campi per cui la raffigurazione non e' legata alla realta' ma soltanto simbolica e sono quindi scolpite con una precisa funzione magico-propiziatoria. Questo simbolismo ha portato in seguito a una sorta di scissione degli elementi fondamentali della femminilita': da un lato e' stata vista come oggetto e stimolo della sessualita', la tentazione che permette la continuita' della vita ma che porta anche al peccato di lussuria, dall'altro, in quanto Dea Madre, la donna e' ieratica, velata con drappeggi che nascondono il mistero della capacita' di generare nuova vita preclusa all'uomo. Questo aspetto sacro potrebbe essere la spiegazione del perche' nell'arte greca o romana e' piu' facile trovare rappresentata la bellezza maschile in forme atletiche, perfette, con volumi studiati per evidenziarne la forza e la potenza, un po' come gli animali maschi che sono normalmente piu' belli o appariscenti delle femmine. Questa comunicazione su due binari e' quasi sempre presente nella storia dell'arte, passando dall'ideale femminile con attributi vistosi a quello in cui questi vengono quasi annullati in corpi diafani, pseudomaschili. E il dovere o volere rientrare nei modelli richiesti scatena il ricorso a tutto cio' che e' possibile fare: diete, interventi estetici e chirurgici, ecc., perche' spesso si deve somigliare ''a'' per sentirsi adeguati, accettati. ''Se comunicare la bellezza non e' facile, curare la bellezza e' pero' possibile - dice il dermatologo Antonino di Pietro - occupandosi della propria pelle e del corpo e considerando la salute come la condizione alla base della bellezza''. ''Nutrire la bellezza e' invece fondamentale - ha aggiunto il farmacologo Michele Carruba - insistendo sul ruolo centrale e la visione scientifica di un'alimentazione sana''. Ma esistono regole per parlare della bellezza? Per il sociologo Enrico Finzi ''andrebbe definita una corretta deontologia, un codice etico per l'utilizzo della bellezza nella comunicazione e nella pubblicita', come veicolo promozionale''. E per sottolineare l'importanza che in questo campo hanno i media e gli esperti di comunicazione a loro e' stato dedicato il ''Premio Sisterion'', dal nome del torrente che attraversa la citta' di Salsomaggiore. L'intenzione e' quella di attivare una prosecuzione virtuale del Convivium, fino all'edizione dell'anno prossimo.
Parlare di bellezza non e\' sempre facile Parlare di bellezza non e\' sempre facile Parlare di bellezza non e\' sempre facile
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Le foto che illustrano l'articolo fanno parte di Pelle: la mostra fotografica dedicata alle caratteristiche dei diversi tipi di pelle presenti sul pianeta realizzata sotto il patrocinio di ISPLAD e AIDA. Autrice degli scatti č Malena Mazza, artista internazionale che ha al suo attivo diverse mostre fotografiche e che collabora attivamente da anni con alcune delle pių importanti riviste di moda del mondo.
Proposta di un codice etico
1) Non promuovere e pubblicizzare prodotti con proprieta' non dimostrate da ricerche non accreditate 
2) Evitare ogni approccio miracolistico, specie se espresso in quantita' o in tempo 
3) Non usare parole ed espressioni atte a trarre in inganno il consumatore 
4) Non proporre, anche indirettamente, modelli e stili di vita pericolosi per la salute 
5) Non usare modelle/testimonial eccessivamente magre, al fine di evitare ogni rischio d'imitazione potenzialmente favorevole all'anoressia 
6) Non evocare, anche indirettamente, atteggiamenti e comportamenti illegali, eccessivi, turbanti l'opinione pubblica o sue frazioni significative 
7) Evitare l'utilizzo improprio, quale oggetto sessuale o quale esclusivo strumento di piacere, del corpo umano sia femminile che maschile 
8) Proporre/esaltare la bellezza ma senza dire o suggerire che essa sia un obbligo 
9) Non dimenticare mai il dovuto rispetto alle persone disabili, malate, esteticamente penalizzate e ad altri soggetti ''deboli'' quali i bambini 10) Ricordare sempre i rischi e le controindicazioni possibili dei prodotti e delle soluzioni, suggerendo sempre, ove necessario, il ricorso previo allo specialista o almeno al medico di base


 


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