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Il congresso dall’American Academy of Dermatology
Record la partecipazione al Congresso di Miami organizzato dall’American Academy of Dermatology
E' stato l’anno del record. Ben 19.400 dermatologi provenienti da tutto il mondo hanno invaso Miami per il Congresso di Dermatologia
piu' grande del mondo, oltrepassando di circa mille unita' il record stabilito l’anno passato a San Francisco. Il numero dei partecipanti all’American Academy of Dermatology sta diventando un problema anche per gli standard nordamericani, tanto che solo una decina di
citta' possono competere per ospitare l’evento. L’anno prossimo si tornera' a New Orleans (4/8 febbraio), nel 2012 si
andra' a San Diego e per l’anno successivo l’AAD ha deciso di riproporre Miami. A favorire la scelta, oltre alla buona organizzazione della sede congressuale, il gradimento espresso dai partecipanti per un luogo noto per i tanti km di spiagge sabbiose, negozi e ristoranti, oltre a una dinamica vita notturna. Sarebbe
pero' sbagliato credere che lo scenario in cui si e' svolto il 68° incontro dell’AAD abbia distratto i tanti dermatologi che invece vedono nella manifestazione il loro
piu' importante momento di formazione professionale. Tema di grande attualita', la riforma sanitaria proposta dal Presidente
Obama, presentata ai congressisti da Donna E. Shalala,
gia' ministro della Sanita' negli 8 anni della presidenza Clinton e oggi preside dell’Universita' di Miami. Con un efficace excursus temporale, la relatrice ha chiarito come nel 1945 la spesa sanitaria ammontasse al 4% del PIL nazionale, nel 1970 sia salita al 7% e al 16% nel 2005, con una previsione del 32% nel 2035. Cifra che l’economia nordamericana non
puo' permettersi. Secondo la relatrice, la riforma puo' essere l’occasione per invertire la tendenza all’aumento e riqualificare la spesa ampliando la copertura sanitaria a un
piu' ampio numero di cittadini. Parlando dei lavori congressuali, impossibile dare conto dei molti seminari, corsi e
posters, relazioni e lezioni magistrali che hanno affrontato i
piu' disparati temi di dermatologia clinica, pediatrica, chirurgica e cosmetica. Da segnalare le sessioni sulle patologie dermatologiche non
piu' considerabili rare negli USA, tipo quelle provocate dal Virus del Nilo, oppure il ricorso a tecniche quali Ultrasuoni, Risonanza Magnetica, PET e TAC nella diagnosi di tumori cutanei. Per i dermatologi che trattano prevalentemente bambini e adolescenti, interessante la discussione sul sempre maggior ricorso a terapie sistemiche per patologie croniche infiammatorie quali dermatite
atopica, psoriasi e acne fulminans. Per i relatori, l’assenza di adeguati studi clinici, fa raccomandare un approccio cauto e un continuo monitoraggio. Di grande
attualita' la sessione in cui si e' posto il quesito se tutte le lesioni diagnosticate come melanomi sono fatali se non asportate. Secondo gli esperti la risposta
potra' venire dalla ricerca sulle Cellule Staminali che sta mutando l’approccio dei dermatologi a nei e melanoma. Esisterebbero, infatti, linee subcellulari normali, caratterizzate da una sottostante
instabilita' genetica, di piccole dimensioni, poco coese ma resistenti alla chemioterapia, da cui deriverebbero le neoplasie, che oggi si fanno discendere principalmente da nevi
displastici. Importante
sara' riuscire a identificare presto dei markers cellulari che permettano diagnosi ed eliminazione veramente precoce. Per finire, un accenno a
cio' che in America si pensa dell’uso dei farmaci biologici nel trattamento della psoriasi. In primo luogo si ritiene che vadano scelti in maniera accurata i candidati alla terapia tenendo conto anche del modo in cui le 3 principali famiglie di farmaci agiscono (inibitori delle cellule T; antagonisti dei recettori del
TNF; anti IL 12/23 p40 subunit). Importanti
pero' i dati su alcuni effetti positivi che possono riscontrarsi anche su alcune
co-morbidita', quali sindrome metabolica, problemi cardiovascolari e artrite. (L.Z.)
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