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ALLERGIA ALLA BACITRICINA
di Susan Sauer
Ci sono farmaci di uso comune che contengono principi attivi ben
conosciuti e di sicura efficacia. Talvolta pero' da soli o umiti a altre
molecole possono trasformarsi in fattori di sensibilizzazione capaci di
provocare un ampio spettro di reazioni, da una dermatite a una reazione
anafilattica grave.
Ora che anche in Italia esiste la possibilita' di
acquistare farmaci generici e' necessario che i medici comincino a
ragionare in termini di principi attivi e a fare i conti con le
proprieta' e i rischi collegati a ogni molecola. La bacitracina e' una
miscela di antibiotici polipeptidi prodotti dalla famiglia del Bacillus
Subtilis ed e' comunemente usata in preparazioni antibiotiche topiche e
sistemiche, combinata con altri agenti come la neomicina e la polimixina.
Ai meno attenti il suo nome potra' dire poco, ma per esempio in
associazione con la neomicina solfato costituisce il principio attivo
del cicatrene, uno dei prodotti piu' usati in Italia in corso di
infezioni cutanee superficiali, piccole bruciature e ferite infette, ed
e' anche presente in disinfettanti intestinali notissimi come il Bimixin
e l'Orobicin. Da tempo molto usata anche in vari preparati oftalmici,
attualmente la bacitracina e' ampiamente diffusa anche in medicina
estetica e come cicatrizzante trofodermico da usarsi a seguito di
interventi di chirurgia plastica. |

Plasmide di un DNA batterico |
Fondamentale, quindi, tener conto che
e' ormai accertato che questo antibiotico puo' caratterizzarsi come
fattore di sensibilizzazione, in particolare quando e' usato su ferite e
ulcere croniche. Lo spettro delle reazioni va dalla dermatite eczematosa
da contatto all'orticaria e all'anafilassi. Ci sono vari indagini circa
l'incidenza della dermatite da contatto provocata dalla bacitricina in
crema. Secondo uno studio realizzato da Pirila il 10% di 17.500 pazienti
trattati mostravano un certo grado di allergia |
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da contatto alla bacitracina. Nei pazienti con ulcere venose, la dermatite di contatto
con preparazioni topiche sarebbe cosi' comune che Fraki avrebbe trovato
reazioni allergiche a preparazioni topiche in oltre il 60% dei 192
pazienti esaminati con una responsabilita' attribuibile alla bacitracina
nel 13.1% e alla neomicina nel 34%. Sono almeno sei i casi di anafilassi
per la bacitracina topica descritti in letteratura. I pazienti con
dermatiti da stasi e ulcerazioni sembrano essere maggiormente
predisposti, probabilmente a causa dell'alto potenziale di
sensibilizzazione e dell'alterazione della normale funzione di barriera
della pelle, che determinano il rapido assorbimento sistemico delle
preparazioni applicate topicamente. Il ruolo della bacitracina come
sensibilizzatore topico e' stato particolarmente studiato in dettaglio
da Katz e Fisher. Si sa quindi che le reazioni allergiche possono
interessare tanto gli occhi quanto la pelle. I risultati positivi al
patch test compaiono soltanto dopo 96 ore, e non come avviene di solito
dopo 48 ore, e cio' potrebbe spiegare la sottovalutata incidenza delle
reazioni allergiche alla bacitracina in alcuni studi. Purtroppo i
foglietti illustrativi di molti dei farmaci che la contengono danno come
generica controindicazione l'ipersensibilita' nota o presunta verso i
componenti e non fanno riferimento specifico alla bacitracina per cui,
come gia' detto, e' stata ben documentata nella letteratura
dermatologica la possibilita' di una grave risposta anafilattica. Cio'
impedisce a molti pazienti di capire la causa della loro
sensibilizzazione, rendendo incompleta l'informazione circa la loro
allergia alla bacitracina e la possibilita' di provvedere alla stesura
di una lista contenente le preparazioni in cui e' presente la
bacitracina e da cui dovrebbero stare alla larga. Cio' diviene ancora
piu' necessario ora che con il probabile arrivo sul mercato di diversi
farmaci generici che imitano i prodotti originali ormai privi di
protezione brevettuale, ai pazienti verra' data la possibilita' di
scegliere dovendosi districare nella jungla della cosiddetta
Denominazione Comune Internazionale (DCI) dei farmaci. In allerta pero'
non devono stare solo i dermatologi o gli oculisti, perche' vista la
notevole diffusione della bacitracina in soluzioni, sospensioni,
polveri, aereosol, pastiglie e fiale il problema si pone anche per gli
internisti, i chirurghi, le infermiere che si prendono cura di ulcere,
piaghe e enterostomie e tutti quelli coinvolti nella cura dei pazienti
con ustioni, ferite acute e croniche.
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| UN CASO DA MANUALE
Un maschio di
66 anni con una storia di 4 anni di ulcera venosa viene ricoverato per
un trapianto di cute. Le sue condizioni di salute generali sono buone
eccetto l'ipertensione ben controllata e un infarto miocardico che ha
avuto 10 anni prima. Il paziente riferisce una allergia alla penicillina
precedentemente manifestatasi con un esantema. All'ammissione, una
radiografia toracica e l'ECG si presentano normali, la pressione
sanguigna e' di 140/72
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mm Hg e le pulsazioni di 64 battiti al minuto
L'innesto di pelle viene effettuato sotto anestesia locale con 1' 1% di
xiolcaina e epinefrina. Una pomata a base di bacitracina viene applicata
topicamente sul bordo dell'area trapiantata. In pochi minuti, il
paziente sviluppa vasodilatazione, prurito generalizzato, asma
respiratoria e una caduta della pressione a 85/43 mmHg. Portato in
rianimazione viene trattato con efedrina intravenosa e epinefrina
subcutanea e ossigeno al 100%. Dopo questo trattamento, la pressione
sanguigna si alza a 104/65 mmHg e le pulsazioni scendono da 110 a 99 bpm.
Ciononostante l'ipotensione tende a permanere finche' la medicazione
viene cambiata e tutta la bacitracina rimossa dalla zona. Dopo circa 30
minuti, si assiste a un miglioramento nell'emodinamica e la risoluzione
dei sintomi respiratori. Sebbene gli enzimi cardiaci non mostravano
alcuna evidenza di infarto miocardico il tracciato elettrocardiografico
effettuato durante l'episodio anafilattico mostra dei cambi'amenti
reversibili dovuti a una ischemia acuta che potrebbe essere stato
indotta dalla reazione allergica e/o dai medicinali usati per trattarla.
Interrogato successivamente, ricordo' che un episodio simle era gia'
avvenuto parecchi anni prima quando una infermiera gli aveva applicato
una crema a base di bacitracina per la cura della sua ulcera venosa. |
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